2017/06/23

Il significato delle parole e delle azioni

Per capire come il mio interlocutore interpreta le mie parole e le mie azioni devo conoscere la sua visione e concezione del mondo, il suo linguaggio, la sua logica, la sua sensibilità e il suo sistema di valori. In altre parole devo conoscere la sua mappa cognitivo emotiva (MCE). Se non la conosco e assumo che sia simile alla mia, rischio che le mie parole e azioni siano interpretate in modo diverso rispetto alle mie intenzioni.

La MCE è un insieme organico di dati (ovvero parole, forme ed emozioni) tra loro collegati, che permette di dare un significato razionale, associazioni logiche ed una connotazione sentimentale ad ogni transazione nell'interazione umana.

L'idea giusta al momento giusto

Gesù di Nazareth, che diede vita al movimento culturale più importante di tutti i tempi in termini di numero di seguaci, non era uno studioso, non aveva titoli accademici, forse non era nemmeno particolarmente intelligente, ma ebbe l'idea giusta al momento giusto nel luogo giusto. Io spero che arrivi presto un nuovo "maestro" con l'idea giusta per il mondo attuale, capace di unire gli uomini di buona volontà in una cooperazione pacifica, rispettosa dei bisogni propri e altrui, e dell'ecosistema.

Comunità filosofica sistemica

Vedi anche Una comune visione del mondo.

Si potrebbe creare un'associazione in cui ognuno parla dei propri demoni e cerca di mettersi d'accordo con gli altri al fine di soddisfare i bisogni propri e altrui, cooperando in tal senso.

Affinché tale cooperazione sia efficace, è necessaria una comune visione del mondo, che dovrebbe essere prerequisito per entrare a far parte dell'associazione.

L'associazione potrebbe intitolarsi "Comunità filosofica sistemica".

2017/06/22

Una comune visione del mondo

La qualità dell'interazione tra due persone (cioè il grado di soddisfazione dei rispettivi bisogni ottenuto grazie alla interazione stessa) dipende da vari fattori, tra cui il significato che viene dato dagli "attori" alle transazioni che costituiscono l'interazione stessa.

What makes a good life? Lessons from the longest study on happiness

La cosa più importante per una vita sana e soddisfacente sono rapporti umani di buona qualità.

2017/06/21

Cosa dicono i politici

I politici, per farsi votare, dicono al popolo ciò che al popolo piace sentirsi dire, non importa quanto sia vero, verosimile o realizzabile.

Ragione o torto

Se due persone la pensano diversamente su un certo tema, può darsi che una abbia più ragione (anzi, ragioni) dell'altra, ma è anche possibile che abbiano entrambe ragione o entrambe torto, totalmente o parzialmente.

L'oppio dei popoli

L'arte, la musica, la poesia ed ogni forma di bellezza, incluse quelle di cui si servono le religioni, sono l'oppio dei popoli, e anche io ne faccio uso.

Punti di vista

Ogni persona, ogni autore, ha in parte ragione (su qualcosa) dal suo punto di vista. Ognuno può insegnarci qualcosa di vero e qualcosa di falso, qualcosa di utile e qualcosa di inutile, perché esistono molteplici cose, parti e punti di vista.

2017/06/19

Sulla volontà

Il comportamento umano dipende in minima parte dalla volontà del soggetto. D'altra parte, la volontà non è causa prima, ma è determinata da fattori esterni ad essa.

2017/06/17

Verità e felicità

La conoscenza della verità non rende necessariamente felici, perché la felicità è spesso basata sull'illusione.

Sulla felicità

La felicità non è la libertà dai bisogni, ma avere bisogni e la possibilità di soddisfarli.

2017/06/15

Come varia la forza di un demone

Quando un demone ottiene la sua soddisfazione, la sua forza si attenua a vantaggio dei suoi competitori, che per un po' di tempo possono così prevalere. Viceversa, quando un demone è a lungo insoddisfatto, la sua forza cresce a svantaggio dei suoi competitori, che possono così essere superati. Ma se il superamento non avviene, il demone insoddisfatto potrebbe essere rimosso, ovvero i suoi bisogni anestetizzati per evitare il dolore della frustrazione.

Categorie di bisogni umani

Per comodità di analisi, ho diviso i bisogni umani nelle seguenti sei categorie. Il concetto di bisogno è qui inteso in senso lato e comprende quelli di istinto, desiderio, passione, interesse, attrazione, pulsione, motivazione, speranza e simili.
  • bisogni biologici (salute, sopravvivenza, rapporti sessuali, riparo, nutrizione, protezione e allevamento della prole, stimolazione, sensazioni, riposo, sonno, esercizio fisico, igiene, guarigione dalle malattie ecc.)
  • bisogni di comunione (appartenenza e integrazione sociale, comunità, condivisione, alleanza, affiliazione, solidarietà, affinità, intimità, interazione, cooperazione, partecipazione, servire, accettazione, approvazione, accoglienza, rispetto, moralità, ritualità, dignità, responsabilità ecc.)
  • bisogni di bellezza (armonia, semplicità, uniformità, conformità, coerenza, pulizia, simmetria, regolarità, purezza, ritmo, danza, canto, suono, musica, poesia ecc.)
  • bisogni di libertà (individuazione, diversità, ribellione, opposizione, trasgressione, novità, innovazione, creatività, cambiamento, umorismo, egoismo, riservatezza, irresponsabilità ecc.)
  • bisogni di sapienza (linguaggi, conoscenze, comprensione, esplorazione, calcolo, misurazione, informazione, osservazione, monitoraggio, previsione, memoria, ricordi, registrazione, documentazione ecc.)
  • bisogni di potenza (potere, abilità, capacità, supremazia, superiorità, prevalenza, dominio, proprietà, possesso, competitività, aggressività, controllo, arroganza, gelosia, invidia ecc.)

Come studiare la natura umana

È impossibile studiare la natura umana senza distanziarsi da essa, cioè senza disumanizzarsi in una certa misura, ovvero senza diventare oltreuomini, cioè senza patria e senza appartenenze almeno per un po' di tempo. Non c'è nulla di più spaventoso che perdere la propria umanità; per questo lo studio della natura umana è un'attività così rara, sospetta e osteggiata.

Anche perché studiare la natura umana significa mettere in luce lo stato miserabile dell'umanità, la stupidità, l'ignoranza, la pigrizia, la falsità, l'egoismo, la malignità e la meschinità della maggior parte delle persone, compresi noi stessi e i nostri amici, che perderemmo se osassimo qualificarli in tal modo.

Demoni antagonisti

La psiche è un'arena in cui si affrontano demoni antagonisti e vince il più forte, non il più intelligente.

Chi è educabile?

I bambini si possono educare, gli adulti no.

In realtà si possono educare gli adulti che desiderano essere educati, che cercano maestri portatori di idee nuove rispetto a quelle già acquisite. Mi pare che adulti di questo tipo in giro ce ne siano ben pochi. Infatti quasi tutti gli adulti cercano leader e pseudomaestri che confermano le loro idee e giustificano, deresponsabilizzano o elogiano i loro comportamenti.

Vedere i demoni

Mi sento come Galileo Galilei, che vedeva la terra girare intorno al sole, e veniva punito per questo. Io vedo i demoni che popolano la mia persona e quella di ogni altro umano, ma quando lo racconto mi prendono per pazzo o arrogante.

Dove ti portano i tuoi demoni

Va' dove ti portano i tuoi demoni, ma non perderli mai di vista e scegli sempre quali far prevalere.

Demoniferi

Sono un demonifero (portatore di demoni) in mezzo a tanti altri demoniferi.

Quando interagisco con una persona, in realtà i miei demoni interagiscono con i suoi.

Dovremmo smetterla di considerare le persone come fenomeni unitari, cioè guidati da una unica coscienza e dotati di una unica volontà. Ogni persona è un portatore di demoni autonomi, indipendenti e spesso antagonisti, che concorrono per determinare il comportamento della persona stessa.

Si potrebbe anche stabilire una tipologia umana beata sul modo in cui i demoni del soggetto si rapportano, ovvero il loro livello di conflittualità, e se, in caso di conflitto, questo dà luogo a paralisi oppure alla rimozione del demone più debole oppure ad un'alternanza di potere tra i demoni stessi.

Chi può essere spontaneo?

La spontaneità è un lusso che solo chi non ha grandi conflitti interiori può permettersi.

Riti di appartenenza

Molte conversazioni ed espressioni umoristiche non sono altro che riti di comune appartenenza.

Dichiarazioni di appartenenza

Siamo continuamente spinti ad esprimere agli altri la nostra comune o non comune appartenenza a qualche contesto sociale. Questo bisogno è fonte di tensione perché da essa dipende il carattere della relazione con l'altro. Infatti, quando due umani si incontrano, la prima cosa che sentono di dover fare è stabilire se siano amici o nemici, ovvero se interagire in modo amichevole o ostile, ovvero se appartengano alla stessa confraternita o a confraternite diverse, e, in quanto diverse, ostili. Anche una semplice e banale conversazione può servire allo scopo. È difficile, se non impossibile, sfuggire al reciproco riconoscimento delle appartenenze. Perché non parlare è segno di ostilità o estraneità, e parlare comporta rivelare le proprie appartenenze.

A che serve conversare

Ci sono persone per cui conversare serve solo a confermare la loro appartenenza a certi contesti sociali, e ad ottenere riconoscimenti e rassicurazioni in tal senso. Esse sono incapaci di condurre un dialogo creativo o costruttivo in senso filosofico.

In altre parole la maggior parte della gente ha bisogno di conversare solo per essere rassicurata nelle proprie appartenenze e dignità sociali.

Perché facciamo ciò che facciamo

Quasi tutto ciò che facciamo, ad eccezione della soddisfazione dei bisogni fisici, lo facciamo per confermare la nostra appartenenza, o essere accettati o riconosciuti come degni appartenenti a qualche gruppo o categoria sociale.

Questo ci è necessario per poter interagire con vantaggio con altri esseri umani, perché ogni interazione presuppone certe appartenenze a certi gruppi o categorie.

Il bisogno di dignità e la asocialità del non fare nulla

Esiste un bisogno, che io chiamo "di dignità", che è molto più diffuso e ponente di quanto possiamo immaginare, dato che agisce per lo più inconsciamente. Ho infatti il sospetto che quasi tutto ciò che facciamo (ad eccezione della soddisfazione di bisogni fisici) lo facciamo per ottenere o confermare una dignità sociale, ovvero un'appartenenza a qualche gruppo o categoria sociale accettato e rispettato dalla società, ovvero un'identità sociale accettabile.

Non solo in ognuno di noi agisce un'autocensura che ci impedisce di fare cose socialmente inaccettabili o mal viste, ma anche una sorta di senso del dovere che ci spinge a fare cose che hanno un valore rituale, significativo dell'appartenenza a certi gruppi o categorie sociali. Infatti, il non fare nulla, a meno che non si tratti di riposo, è considerato un comportamento asociale.

2017/06/14

Il demone della dignità

Il demone della dignità è sempre all'opera, anche quando siamo soli. E' come se un essere umano non fosse mai solo, come se fosse sempre tenuto a rispondere agli altri delle sue scelte, compreso il modo in cui passa il suo tempo libero, compreso ciò che fa in solitudine. Perché tutto ciò che facciamo contribuisce a definire la nostra personalità, la nostra immagine sociale, dalla quale dipende la nostra accettabilità e rispettabilità da parte degli altri.


2017/06/07

Il dilemma fondamentale

Questo è il dilemma: obbedire ai miei demoni e fare ciò che mi va di fare senza chiedermi se sia giusto, oppure disobbedire loro, indagare la loro salute e fare qualcosa per migliorarla?

2017/06/06

Conoscenza del particolare e ignoranza del generale

Che senso ha discutere di aspetti particolari della natura umana se non c'è il minimo accordo sui suoi aspetti generali, né tra gli accademici, né tra la gente comune? E' come se uno che non ha mai visto altro che il suo paesello volesse parlare di geografia.

I nostri demoni

I nostri demoni
si amano e odiano
attraggono e respingono
inseguono e perseguitano.
Riusciremo a educarli
a comprendersi?

What Facebook is doing to your brain is kind of shocking

2017/06/04

2017/06/02

Aspettative reciproche

Cosa mi aspetto dagli altri? Cosa gli altri si aspettano da me? Rispondo in modo generico dicendo che io mi aspetto che gli altri mi aiutino a soddisfare i miei bisogni o mi impediscano di soddisfarli, e che lo stesso vale per gli altri nei miei confronti. Infatti ogni essere umano ha la capacità di aiutare o ostacolare gli altri nella ricerca della soddisfazione dei propri bisogni.

Il problema è che una stessa persona può aiutarmi a soddisfare certi bisogni e ostacolarmi nella soddisfazione di altri, e inoltre in un dato momento può aiutarmi a soddisfare certi bisogni e in una altro momento ostacolarmi nella soddisfazione degli stessi.

Questo causa una indecisione sulla convenienza o meno di stabilire dei rapporti con certe persone, dato che non esistono garanzie sul loro comportamento nei nostri confronti.


2017/06/01

Tecnologia e motivazioni

La tecnologia ha eliminato tanti bisogni, troppi, al punto che oggi siamo a corto di motivazioni.

Bisogno e paura di pressioni sociali

Nel repertorio dei bisogni umani, ritengo opportuno aggiungere un "bisogno di pressioni sociali" intendendo per "pressioni" sia quelle fisiche (abbracci, carezze, tenerezze, massaggi ecc.) di cui i bambini, specialmente i neonati, hanno tanto bisogno per sviluppare la loro psiche, ma anche le pressioni virtuali o simboliche con cui gli esseri umani interagiscono trasmettendo l'uno all'altro richieste, proposte, inviti, riconoscimenti, promesse, indicazioni, aiuti ecc.

Blog di Bruno Cancellieri