2017/05/31

Comprendere la natura umana

ABSTRACT: Questo articolo presenta la sintesi di una ricerca sulla natura umana incentrata sul concetto di bisogno come motore della vita nei geni, nelle cellule, negli organismi vegetali e animali e nell'Homo Sapiens. Negli animali superiori e nell'uomo il bisogno è visto anche come generatore di sentimenti ed emozioni, piacere e dolore ed è associato all'idea di dèmone come agente autonomo, inconscio e involontario, che concorre con altri dèmoni, spesso in modo conflittuale, a determinare il comportamento e la coscienza dell'individuo.

I principali concetti chiave per comprendere la vita nel suo divenire sono, secondo me, quelli di sistema, informazione, interazione e bisogno e, per le forme di vita più complesse, come quella umana, quello di sentimento.

Il concetto di sistema è importante perché il mondo è un sistema di sistemi, come pure lo sono la biosfera, tutti gli esseri viventi, gli esseri umani, la loro mente o psiche e le società. Un sistema è un insieme di parti che interagiscono obbedendo alle leggi della natura e cercando di soddisfare i propri bisogni. Dalla interazione delle parti, che può essere simbiotica come nei gruppi sociali, possono emergere caratteristiche che non erano presenti nelle singole parti, ovvero negli individui. Per questo si dice che un sistema è più della somma delle sue parti.

Il concetto di informazione è importante negli esseri viventi perché la vita è basata su informazioni (codificate nel DNA) che istruiscono la materia vivente a conservarsi, svilupparsi, riprodursi e morire di vecchiaia, con o senza variazioni o mutazioni. Infatti le parti, o organi, che costituiscono un essere vivente comunicano tra loro scambiando informazioni (oltre che sostanze) e il loro comportamento è determinato da informazioni sia di origine genetica, sia acquisite attraverso interazioni precedenti. In tal senso si può dire che gli esseri viventi siano dei sistemi informatici (sebbene dotati di sentimenti).

Il concetto di interazione è importante perché un sistema non può esistere, né tanto meno vivere senza che vi sia un’interazione tra le sue parti, ovvero uno scambio di informazioni, sostanze ed energie più o meno complesso. In particolare, la mente umana si forma attraverso le interazioni con gli altri e allo scopo di apprendere ad interagire con gli altri in modo funzionale alla soddisfazione dei bisogni propri e altrui.

Il concetto di bisogno è importante per un sistema vivente (o un ecosistema) perché ogni parte dell’ecosistema, risalendo fino alla cellula, si comporta in modo da soddisfare dei bisogni che sono codificati nel suo DNA e altri che si sono sviluppati attraverso interazioni con il resto del mondo. Il bisogno più elementare è quello dei geni, che hanno bisogno di riprodursi e lo fanno con strategie che si differenziano attraverso l’evoluzione della specie e che possono comportare lo sviluppo di nuovi bisogni o bisogni subordinati. Infatti. ogni bisogno è un mezzo, tentativo, o strategia per soddisfare un bisogno di ordine superiore.

Trovo utile immaginare che i bisogni siano presidiati da agenti autonomi inconsci e involontari che io chiamo dèmoni il cui scopo è quello di ottenere la soddisfazione dei bisogni di cui sono custodi, in concorrenza con gli altri dèmoni nel cercare di dirigere il comportamento del soggetto in direzioni particolari. Questo controllo motivazionale viene attuato mediante la generazione di sentimenti di attrazione o repulsione, piacere o dolore, secondo quanto codificato nella mappa cognitivo-emotiva che si è formata nel soggetto attraverso le sue esperienze.

L’io cosciente, che è solo un componente del sistema psiche (sul quale ha poteri molto limitati), non può modificare l’attività dei suoi dèmoni se non, indirettamente, sottoponendosi ad una psicoterapia o mediante esercizi di meditazione; tuttavia può rifiutarsi di obbedire ai loro comandi. Questo rifiuto, però, può costare sofferenze, disagi, insicurezza, depressioni, attacchi di panico, autoboicottaggi, psicosi ecc. Infatti i disagi e i disturbi psichici sono generalmente dovuti alla frustrazione prolungata, repressione o rimozione di bisogni particolari o al conflitto tra bisogni antitetici, come il bisogno di appartenenza/integrazione sociale, e quello di individuazione/opposizione.

Il concetto di sentimento, inteso in senso lato, cioè come capacità di avere sensazioni o emozioni e di esserne consapevole, è importante perché permette al soggetto (uomo o animale superiore) di utilizzare la sua intelligenza allo scopo di provare sentimenti piacevoli e di evitarne di spiacevoli, ovvero ottenere il massimo piacere e il minimo dolore nelle varie forme possibili, da quelle più fisiche a quelle più mentali. In tal modo, la specie del soggetto ottiene la soddisfazione dei suoi bisogni e quindi la propria conservazione, riproduzione ed evoluzione.

Agire e sentire (nel senso di provare sentimenti) sono connessi, in quanto normalmente si agisce sotto l'effetto e a causa di certi sentimenti e/o per ottenere certi sentimenti. In altre parole, il sentimento è la causa e il prodotto (o feed-back) dell'azione.

I concetti di sentimento e di bisogno sono intimamente legati in quanto il sentimento è la misura del grado di soddisfazione di uno o più bisogni. Infatti il piacere deriva dalla soddisfazione di bisogni, e il dolore dalla loro insoddisfazione. Le paure (ovvero, per meglio dire, i rigetti) sono bisogni di evitamento di qualcosa. Senza i bisogni non ci sarebbero sentimenti, né emozioni, né piaceri, né dolori, né gioie, né tristezze.

Per comodità di analisi, ho diviso i bisogni umani nei seguenti sei gruppi. Il concetto di bisogno è qui inteso in senso lato e comprende quelli di istinto, desiderio, passione, interesse, attrazione, pulsione, motivazione, speranza e simili.
  1. bisogni biologici (salute, sopravvivenza, rapporti sessuali, riparo, nutrizione, protezione e allevamento della prole, stimolazione, sensazioni, riposo, sonno, esercizio fisico, igiene, guarigione dalle malattie ecc.)
  2. bisogni di comunione (appartenenza e integrazione sociale, comunità, condivisione, alleanza, affiliazione, solidarietà, affinità, intimità, interazione, cooperazione, partecipazione, servire, accettazione, approvazione, accoglienza, rispetto, moralità, ritualità, dignità, responsabilità ecc.)
  3. bisogni di bellezza (armonia, semplicità, uniformità, conformità, coerenza, pulizia, simmetria, regolarità, purezza, ritmo, danza, canto, suono, musica, poesia ecc.)
  4. bisogni di libertà (individuazione, diversità, ribellione, opposizione, trasgressione, novità, innovazione, creatività, cambiamento, umorismo, egoismo, riservatezza, irresponsabilità ecc.)
  5. bisogni di sapienza (linguaggi, conoscenze, comprensione, esplorazione, calcolo, misurazione, informazione, osservazione, monitoraggio, previsione, memoria, ricordi, registrazione, documentazione ecc.)
  6. bisogni di potenza (potere, abilità, capacità, supremazia, superiorità, prevalenza, dominio, proprietà, possesso, competitività, aggressività, controllo, arroganza, gelosia, invidia ecc.)
Per ognuno dei gruppi sopra elencati immagino che esista un dèmone (o più d'uno) che si occupa della soddisfazione dei relativi bisogni in modo autonomo, inconscio e involontario rispetto all'io cosciente.

Le scienze umane (psicologia, filosofia, sociologia, antropologia, storia, linguistica ecc.) cercano di conoscere la natura umana (ovvero il funzionamento del sistema Uomo) ognuna dal suo punto di vista specializzato, parziale e spesso controverso. L’Uomo, d’altra parte, avrebbe bisogno di comprendere la propria natura in tutti i suoi aspetti essenziali, per vivere al meglio la propria vita. Infatti i fenomeni umani sono tutti tra loro intimamente collegati e interdipendenti, ed è difficile capire una parte del "sistema natura umana" senza capire tutte le altre e l'intero almeno a grandi linee.

Purtroppo, anche a causa della specializzazione, della cessata integrazione delle scienze umane e dell’influenza delle religioni, c'è una diffusa ignoranza e misconoscenza sulla natura umana in generale e in particolare per quanto riguarda i bisogni umani (genetici e acquisiti). Tale condizione è causa dello stato confuso dell’Homo Sapiens, un ex animale non ancora diventato Uomo, che continua a fare inutilmente del male a se stesso e al prossimo.

Secondo me la saggezza (che si potrebbe anche chiamare intelligenza emotiva) consiste nel comprendere i bisogni propri e altrui (e i corrispondenti sentimenti e dèmoni), e usare la propria intelligenza per valutarli e conciliarli, ovvero per soddisfare entrambi ove possibile, dato che un essere umano, per soddisfare i propri bisogni necessita della cooperazione di altri esseri umani, i quali sono disposti a cooperare solo nella misura in cui grazie a tale cooperazione riescono a soddisfare anche i propri. Inoltre, a livello personale, è importante soddisfare tutti i propri bisogni “sani”, senza frustrarne o rimuoverne alcuno, per evitare di incorrere in sofferenze e disturbi psichici.

A fronte di quanto sopra esposto, pongo, a chi mi ha letto, i seguenti quesiti.
  • Conoscete i vostri bisogni e quelli altrui?
  • Siete in grado di distinguere i bisogni sani da quelli insani indotti da una società stupida o malata?
  • Siete consapevoli della presenza, in voi e negli altri, di dèmoni che determinano involontariamente il vostro comportamento e la vostra coscienza?
  • Siete capaci di negoziare esplicitamente la soddisfazione dei bisogni vostri e dei vostri interlocutori?

2017/05/30

Sulla speranza

La speranza è la previsione che uno o più bisogni verranno soddisfatti con certezza o con una certa probabilità entro un certo tempo.

La speranza è fonte di gioia o piacere, anche se l'evento sperato non si avvererà nei tempi previsti.

La speranza è indispensabile per motivare il soggetto ad agire per il raggiungimento di quanto sperato. In altre parole, chi non spera nel successo di un progetto, non si impegna per il raggiungimento del successo stesso.

Negoziazione sui bisogni

E' sorprendente che gli esseri umani, nonostante l'importanza dei loro bisogni e il fatto che questi possono essere soddisfatti solo grazie alla cooperazione tra individui, essi non abbiano l'abitudine né la capacità di negoziare personalmente la soddisfazione dei bisogni stessi attraverso accordi di collaborazione tra le persone interessate.

Tale incapacità è dovuta soprattutto all'ignoranza dei propri bisogni e all'illusione che gli altri possano conoscerli senza che noi li dichiariamo, come se gli altri avessero bisogni identici ai nostri o fossero tanto sensibili da intuirli.

E' dunque fantascienza o utopia immaginare che due persone dialoghino allo scopo di esprimere reciprocamente i propri bisogni e ciò che vorrebbero l'una dall'altra, per soddisfarli.

Bisogno di soddisfare bisogni

Ho bisogno di conoscere, comprendere, migliorare e soddisfare i miei bisogni e quelli altrui. Perché tutti hanno bisogno di soddisfare i loro bisogni.

Interazione Alfa/Beta/Gamma

Quando due persone interagiscono, l'interazione può essere di vario tipo per quanto riguarda i ruoli che ciascuna di esse assume per sé e per l'altra. Un paradigma semplificato dei tipi di interazione (dal punto di vista di una delle parti) è il seguente:
  • interazione alfa: si ha quando un soggetto tratta l'altro come servitore, seguace o allievo ponendosi come suo dominatore, leader o maestro.
  • interazione beta: si ha quando un soggetto tratta l'altro come collaboratore pari.
  • interazione gamma: si ha quando un soggetto tratta l'altro come dominatore, leader o maestro, ponendosi come suo servitore, seguace o allievo
L'interazione può essere:
  • consensuale, se ciascuna parte accetta il ruolo alfa, beta o gamma che l'altra vorrebbe assegnargli; per esempio, A interagisce in modalità alfa e B in modalità gamma (o viceversa), oppure entrambi in modalità beta;
  • conflittuale, se una o entrambi le parti rifiutano il ruolo alfa, beta o gamma che l'altra vorrebbe assegnargli; per esempio, A e B interagiscono entrambi in modalità alfa, oppure entrambi in modalità beta, oppure uno in modo alfa e l'altro beta o viceversa, oppure uno in modo gamma e l'altro beta o viceversa.
Nelle culture occidentali contemporanee, normalmente l'assunzione e l'attribuzione di ruoli alfa, beta o gamma avviene in modo implicito e spesso inconscio. E' raro, infatti, che due persone negozino esplicitamente i rispettivi ruoli, anche perché l'ideale dell'uguaglianza, o egualitarismo, tende a negare le differenze di capacità tra gli uomini e a disprezzare i rapporti asimmetrici anche quando l'asimmetria è temporanea, variabile e scambievole.

2017/05/29

Piccoli e grandi uomini

I grandi uomini sono grandi dominatori e grandi servitori, i piccoli uomini piccoli dominatori e piccoli servitori.

2017/05/28

Creazione di bisogni

L'Uomo è un creatore di bisogni, per sé e per gli altri.

2017/05/27

Problemi generali e particolari

La gente, incapace di affrontare i problemi generali dell'umanità, si occupa di quelli particolari.

2017/05/26

Bisogno di bisogni

L'Uomo ha bisogno di bisogni, perché senza bisogni da soddisfare non c'è piacere né dolore, né emozioni né sentimenti, né valori, né morale, né motivazioni.

La vita, per mantenersi e riprodursi, ha bisogno di bisogni.

2017/05/25

A proposito di post-verità e fake news

"Le masse non hanno mai conosciuto la sete della verità. Hanno bisogno di illusioni e a queste non possono rinunciare. L’irreale ha costantemente in esse la precedenza sul reale, soggiacciono all’influsso di ciò che non è vero quasi altrettanto che a quello di ciò che è vero. Hanno l’evidente tendenza a non fare alcuna distinzione tra i due." [S. Freud]

2017/05/24

Intelligenza emotiva

L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere e conciliare i bisogni propri e quelli altrui.

2017/05/23

Bisogni e vita

Un essere umano è costituito dai suoi bisogni. L'Uomo, inteso come corpo e mente, si costruisce sui suoi bisogni, da essi, con essi e per essi. La vita è fondata sui bisogni. I bisogni non sono un aspetto della vita, sono l'origine e i motori della vita.

Il peccato di studiare la natura umana

Da un punto di vista religioso, studiare scientificamente la natura umana è un peccato contro la religione stessa, la quale si arroga il diritto e il dovere di stabilire chi abbia creato l'uomo, con quali fini e quali capacità. Lo studio della natura umana è dunque una dimostrazione di mancanza di fede e/o di sfiducia nella religione, nel suo dio e nei suoi sacerdoti. Ciò vale a meno che la natura umana venga studiata nel rispetto e in coerenza con le sacre scritture, ovvero sia solo un approfondimento, una spiegazione o addirittura una conferma (e mai un'alternativa), rispetto a quanto stabilito nei testi sacri.

Questa connotazione "peccaminosa" dello studio della natura umana, ha avuto conseguenze nefaste per lo sviluppo culturale dell'umanità ed è ancora molto diffuso, anche in ambienti non religiosi, laddove la conoscenza della natura umana, sottratta al monopolio intellettuale religioso, è affidata al sapere popolare, che pochi osano sfidare.

Non spiegazioni, non risposte, non soluzioni

Senza accorgercene, accettiamo come spiegazione ciò che non spiega, come risposta ciò che non risponde, come soluzione ciò che non risolve. Se non vogliamo essere ingannati, dobbiamo rifiutare ciò che non è quello che afferma di essere.

2017/05/22

Chi ha bisogno della tecnologia?

L'Uomo non ha bisogno di tecnologia, ha bisogno di certe cose che, in certi casi, possono essere ottenute più facilmente con l'aiuto di una tecnologia. Se la tecnologia diventa fine a se stessa e si dimenticano i bisogni che la tecnologia dovrebbe aiutarci a soddisfare, allora la società è malata.

L'esplorazione dei mondi altrui

Ogni essere umano è un sistema facente parte di un sistema di sistemi, ovvero un microcosmo in continua interazione simbiotica con altri microcosmi, quali gli altri umani.

L'individuo è dunque un mondo, o ha in sé un mondo, il "suo" mondo, che può essere più o meno simile ai mondi altrui. Le differenze dipendono dai corredi genetici, dalle esperienze personali e dal caso.

Politica e metapolitica

La politica consiste nello stabilire e far rispettare divieti e obblighi, nel redistribuire poteri e ricchezze, e nel fare guerre e accordi con altri paesi. Tutte queste cose hanno impatti diretti e indiretti sui bisogni e gli interessi delle persone, impatti spesso conflittuali in quanto il favorire gli interessi di certe persone equivale a sfavore gli interessi di certe altre. La politica è dunque, o dovrebbe essere, soprattutto gestione degli interessi e dei conflitti d'interesse tra persone reali.

Tra gli interessi delle persone reali ci sono prima di tutti gli interessi personali dei politici di professione, che spesso prevalgono sugli interessi delle persone governate.

E' bene quindi non dimenticare mai che le scelte e le proposte dei politici servono a soddisfare i propri interessi personali prima che quelli dei cittadini, interessi che consistono essenzialmente nella conquista, mantenimento e accrescimento del potere personale.

D'altra parte, per ottenere il voto del maggior numero possibile di persone, i politici debbono promettere la soddisfazione degli interessi degli elettori, e siccome gli interessi delle persone sono normalmente conflittuali, i politici debbono scegliere una o più categorie di persone da favorire a danno delle altre, e idee politiche coerenti con la loro scelta di campo.

Per questo motivo la politica è essenzialmente una guerra tra interessi contrapposti, a cominciare dagli interessi personali degli stessi politici.

2017/05/19

Dalla testa al cuore

Ciò che oggi è nel cuore all'inizio era nella testa. Ciò che oggi è inconscio all'inizio era conscio. È l'abitudine che rende spontanee, involontarie, acritiche, inconsce cose che inizialmente erano forzate, volontarie, critiche e consapevoli.

Interazioni immaginarie

Una delle cose che rendono la vita umana straordinaria rispetto a quella degli altri animali è la capacità di immaginare interazioni, ovvero di simularle nella propria mente. L'Uomo vive infatti, oltre una vita reale, una vita immaginaria che, quasi come quella reale, può essere fonte di piaceri e dolori.

2017/05/18

Metainterazioni future

Ci sono persone con cui sicuramente interagirò, per esempio mia moglie e i miei figli, gli amici miei e di mia moglie. Altre persone che ancora non conosco.

Come mi presenterò a tutte queste persone? Cosa offrirò e chiederò loro? Cosa proporrò di fare insieme? Cosa mostrerò e cosa nasconderò loro? Quali strategie adotterò? Cosa sarò disposto ad accettare di loro?

E gli altri, come si presenteranno a me? Cosa mi offriranno e chiederanno? Cosa mi proporranno di fare insieme? Cosa mi mostreranno e mi nasconderanno? Quali strategie adotteranno? Cosa saranno disposti ad accettare di me?

Ho la sensazione di aver fatto un'importante salto di qualità nel mio sviluppo intellettuale. Ho capito che solo ciò che può essere speso o utilizzato nelle interazioni con gli altri ha valore. Non esistono valori intrinseci ad eccezione dei mezzi di sopravvivenza, che valgono anche per gli altri animali. I valori umani sono sempre e soltanto sociali.

Sui valori umani

Solo ciò che può essere speso o utilizzato nelle interazioni con gli altri ha valore. Non esistono valori intrinseci ad eccezione dei mezzi di sopravvivenza, che valgono anche per gli altri animali. I valori umani sono sempre e soltanto sociali.

Una vita migliore

Posso sperare che la mia vita sia migliore di quella di miliardi di altre persone del passato o del presente? A parte la fortuna (e le ingiustizie che da essa dipendono), cosa potrebbe rendere la mia vita migliore (ovvero più piacevole da vivere) di tante altre?

Metanalisi

La Metanalisi di un comportamento o fenomeno umano (particolare o generale) è un'indagine razionale ed emotiva che mira alla comprensione del comportamento o fenomeno stesso, cioè alla comprensione dei motivi, ovvero dei bisogni, che danno luogo ad esso e delle circostanze in cui tali bisogni si attivano o disattivano, vengono soddisfatti o frustrati e danno come conseguenza luogo a piaceri e dolori, servire e fruire.

Nella Metanalisi si ricercano dunque i bisogni, i loro attivatori e inibitori, i piaceri, i dolori, il servire e il fruire rispetto ai bisogni dei soggetti considerati e dei loro interattori. In altre parole, la Metanalisi di un fenomeno umano cerca di rispondere alla domanda: perché esso avviene? Per quali cause e fini? Laddove le cause sono sempre dei bisogni e i fini la loro soddisfazione.

La Metanalisi studia, tra l'altro, le percezioni che i protagonisti di un fenomeno umano hanno del fenomeno stesso, le analisi che essi ne fanno, la logica che ad esso applicano e le associazioni cognitivo emotive con cui lo affrontano.

Per una estrema semplificazione della metanalisi basterebbe immaginare per ogni essere umano, due liste: una dei suoi bisogni soddisfatti e una di quelli insoddisfatti e cercare di riempire tali liste osservando il comportamento della persona esaminata.

La metanalisi può essere sincrona (cioè fatta durante l'interazione con una persona che si vuole metanalizzare) o asincrona (cioè fatta senza la presenza della persona oggetto della metanalisi).

Fare Metanalisi sincrona è molto difficile, almeno inizialmente, perché riduce la spontaneità dell'interazione, ma vale la pena di imparare a farla. È durante l'interazione che essa è più utile, in quanto può dirigere in modo ottimale il corso dell'interazione stessa.

La Metanalisi all'inizio è asincrona, poi sincrona forzata, poi sincrona spontanea. Chi vuole un certo tempo ed esercizio per posare da una fase all'altra.

Cose e metacose

Per ogni cosa che esiste o accade ci può essere la corrispondente metacosa, ovvero il pensiero, la riflessione, la discussione, l'indagine, la critica, lo studio, la descrizione, la ricerca di fine e di senso ecc. della cosa stessa. Così, per ogni gioco ci può essere un metagioco, per ogni vita una metavita, per ogni uomo un metauomo, Insomma per il mondo un metamondo.

2017/05/17

Intellettuali e muscolari

Le persone si possono classificare secondo un continuum e un miscuglio ai cui estremi ci sono l'intellettuale e il muscolare. Il primo preferisce scommettere sulla capacità e la bellezza dell'intelligenza, il secondo sulla forza e la bellezza fisica.

Benvenute le opposizioni

Sarei preoccupato se nessuno rifiutasse o criticasse ciò che dico. Potrebbe significare che sono incomprensibile, che dico delle banalità o che ciò che dico è talmente ovvio, inutile, stupido, astruso o assurdo che non merita di essere preso in considerazione né discusso. Siccome cerco di concepire idee contrarie o al di fuori del senso comune, una certa opposizione o accusa di arroganza è per me segno di riuscita.

2017/05/16

A chi interessano i pensieri altrui?

A nessuno interessano i pensieri, progetti, bisogni, desideri, sentimenti, ragionamenti di un altro, a meno che essi non siano affini o favorevoli ai propri o costituiscano una minaccia rispetto ad essi.

L'uomo è un animale ammaestrabile

Una delle caratteristiche più importanti della natura umana è la capacità dell'Uomo di essere ammaestrato, in modo spesso irreversibile, a credere, apprezzare o disprezzare certe cose. L'Uomo è un animale ammaestrabile.

2017/05/15

Bisogno, piacere e dolore

Il piacere è la soddisfazione di un bisogno. Senza bisogno, niente piacere. La stessa logica vale per il dolore, che è la frustrazione di un bisogno. Perciò senza bisogno, niente dolore.

2017/05/14

Perché non riusciamo a risolvere i problemi sociali

Secondo me, per poter concepire soluzioni ai problemi sociali (compresi quelli politici ed economici) bisogna avere una concezione realistica della natura umana. Se la gente non riesce a condividere idee politiche ed etiche e a lavorare insieme per la soluzione dei problemi sociali, il motivo, secondo me, è che le persone hanno idee troppo diverse sulla natura umana, o anche simili, ma sostanzialmente errate o insufficienti. Questo, secondo me, è il vero problema da risolvere: riuscire a condividere una visione realistica e abbastanza completa della natura umana, soprattutto in senso psicologico. Se non si risolve prima questo problema, non si risolvono gli altri, se non lentamente, aleatoriamente, e tra una catastrofe e l'altra, come è avvenuto finora.

2017/05/12

Amore e servizio

Per me l'amore è bisogno (conscio o inconscio) di servire (dare, cedere, assecondare, essere utile, obbedire, appartenere, seguire, imparare, aiutare, nutrire, far godere l'altro) e farsi servire (ricevere, prendere, dominare, utilizzare, comandare, possedere, guidare, insegnare, farsi aiutare, farsi nutrire, godere dell'altro) in modo reciproco tra gli amanti. Se manca la reciprocità, vale a dire se uno serve e l'altro no, l'amore svanisce. Questa reciprocità, che può essere più o meno equilibrata, può variare nel tempo col variare delle condizioni e con il crescere e modificarsi delle personalità.

La comunità perfetta (e felice)

La comunità perfetta (e felice) è quella in cui ogni membro serve (a) gli altri.

2017/05/10

Bisogno di sottomissione e obbedienza

La religione è la fenomenologia di un pervasivo bisogno (conscio o inconscio) di sottomissione e obbedienza, sia passive che attive, vale a dire bisogno di sottomettersi e di sottomettere, di obbedire e di farsi obbedire, di rispettare un'autorità e di farsi rispettare come tale, di servire e di farsi servire. Lo stesso si può dire del servizio militare, del conformismo, della morale e dell'appartenenza, integrazione e interazione sociale in generale. La natura umana è fortemente caratterizzata da questo bisogno, ma anche da quello opposto, cioè di liberarsi da tale stesso bisogno, o almeno di negarlo. Questo bisogno di libertà è tuttavia molto più raro, volatile e difficile da soddisfare, e spesso illusorio. È un fatto di cui ogni scienza umana dovrebbe tenere contro per essere applicata con successo alla politica, all'economia e alla psicoterapia.

2017/05/09

Metapsicologia, metabisogni e metamotivazioni

La metapsicologia è un tipo di psicologia che si occupa delle motivazioni (specialmente quelle inconsce) per cui certe persone si occupano di psicologia come professionisti o come utenti. Chi si occupa di psicologia dovrebbe occuparsi anche di metapsicologia, per limitare le lacune, i bias e gli errori cognitivi dovuti alle proprie motivazioni consce o inconsce riguardanti la psicologia stessa.

Per metabisogni e metamotivazioni intendo bisogni e motivazioni che riguardano bisogni e motivazioni propri e altrui, e che includono a rilevarli, capirli analizzarli, giudicarli, modificarli, causarli, crearli, indurli, stimolarli, accentuarli, alleviarli, reprimerli, nasconderli, fingerli, mistificarli, negarli ecc. in certi modi, per ottenere dei vantaggi.

Differenza tra bisogno e motivazione: Il bisogno è una necessità che se non viene soddisfatta provoca disturbi, malattie o morte; la motivazione è il meccanismo mentale mediante il quale il bisogno cerca di ottenere la sua soddisfazione.

Pensiero semplice e pensiero complesso

La maggior master degli esseri umano pensano in modo semplice, fatto soprattutto di equazioni (cioè a=b sempre e comunque) soprattutto per quanto riguarda l'uomo stesso.

Noi tendiamo infatti a pensare "semplicemente" che ogni essere umano agisca come un agente unico e indivisibile (l'individuo) il cui comportamento è determinato dalla propria coscienza e volontà, la quale dipende da certi aspetti persistenti che chiamiamo carattere, temperamento, personalità, esperienze, cultura, visione del mondo, disturbi mentali ecc.

La realtà è molto più complessa. L'essere umano è un microcosmo, un sistema di sistemi il cui comportamento non dipende da un centro di comando unico, ma dall'interazione di diversi centri di comando, che io chiamo demoni, uno dei quali è la volontà cosciente, che si illude di avere autorità su tutti gli altri mentre ne subisce normalmente e inconsapevolmente le volontà.

Cosa non potrei fare

Non riesco ad immaginare che io possa fare qualcosa che mi renda disumano, spaventoso o odioso alle persone di cui ho bisogno o che stimo. Il super io me lo impedisce anche quando sono solo e nessuno mi vede. È come se io non potessi tenere nascosto nulla di ciò che faccio, e persino di ciò che penso.

I miei prossimi incontri

Chi incontrerò, con chi interagirò, come interagirò, cosa racconterò a quelle persone, cosa nasconderò loro? Tutto quello che faccio o penso in questo momento è una preparazione ai miei prossimi incontri con gli
altri. Tutto ciò è facilmente spiegabile con la teoria dei bisogni. Visto che ho bisogno degli altri, cerco di avere la loro benevolenza e per questo evito di fare qualunque cosa possa loro dispiacere.

2017/05/08

Libero arbitrio e motivazioni involontarie

Il libero arbitrio consiste, secondo me, nel potere di scegliere a quali bisogni propri e/o altrui obbedire, ovvero quali forze della natura servire e quali respingere. Qualsiasi azione al di fuori di questa definizione sarebbe insensata, assurda, pazza, mortifera, oltre che inutile. In altre parole, il libero arbitro è la libertà di scegliersi un padrone in ogni momento e cambiarlo quando sentiamo il bisogno di farlo. Unica eccezione è la scelta casuale, ovvero affidarsi ad un meccanismo aleatorio come il lancio di un dado per prendere decisioni associate ai diversi numeri.

Si potrebbe obiettare che siamo in grado di sceglier di fare ciò che ci piace e di rifiutare ciò che ci dispiace, ma ciò equivale a obbedire a quelle complesse forze della natura che decidono per noi ciò che deve piacerci e ciò che non deve. Il nostro io cosciente non può deciderlo, può solo, nel migliore dei casi, essere consapevole delle decisioni che forze interiori inconsce (che io chiamo "demoni" o "motivazioni involontarie", prendono in ogni momento per la nostra persona, e decidere quali assecondare e a quali resistere. Tuttavia anche tale decisione è illusoria, cioè non è libera, in quanto finiamo sempre per scegliere di assecondare i demoni più potenti.

2017/05/07

Metafisica inconfutabile

Dio non ha creato il mondo, Dio è il mondo e noi siamo sue parti in continua trasformazione e interazione secondo certe leggi. E il nulla non esiste, è solo la somma algebrica uguale a zero di materia e antimateria, tempo e antitempo, spazio e antispazio, energia e antienergia. Nessuno può dimostrare che ciò non sia vero, anche se affermazioni diverse possono essere ugualmente vere. Nessuno può confutare le metafisiche perché esse si pongono al di là della fisica e quindi della scienza e della ragione. E' questa la forza e la bellezza di ogni metafisica, anche di quelle più astruse, assurde e pericolose.

2017/05/06

Le sei dimensioni della realtà

Secondo me, tutto ciò che esiste (cioè è reale) si manifesta attraverso le seguenti sei dimensioni (o grandezze):
  • Spazio
  • Tempo
  • Energia
  • Materia
  • Informazione
  • Sentimento
Queste dimensioni sono interdipendenti. Infatti:
  • Lo spazio può essere definito solo in relazione al tempo e al movimento (cioè all'energia)
  • Il tempo può essere definito solo in relazione allo spazio e al movimento (cioè all'energia)
  • L'energia e la materia (o massa) possono trasformarsi l'uno nell'altro nel tempo e nello spazio. Senza spazio o senza tempo non ci potrebbero essere energia né materia né movimento.
  • L'informazione è l'essenza del DNA, che regola le varie forme di vita. La sua riproduzione è oggetto della vita, e la sua elaborazione oggetto dell'attività mentale conscia e inconscia e quindi dell'intelligenza sia della specie che dell'individuo. Senza informazione nessuna forma di vita sarebbe possibile, nessuna percezione dello spazio, del tempo o dell'energia e nessuna coscienza, idea, ragione o cognizione.
  • Il sentimento include i bisogni e il piacere e il dolore derivati dalla soddisfazione e insoddisfazione dei bisogni stessi. Esso ha un ruolo essenziale nella vita degli esseri dotati di sentimenti, come l'Uomo e gli animali superiori, nel senso che tali esseri non potrebbero vivere se privati della capacità di provare sentimenti, se non in uno vegetativo. Questi consistono essenzialmente in attrazione e repulsione verso qualcosa definito, elaborato o percepito informaticamente (istintivamente o culturalmente).
  • Qualunque cosa, anche una che non sono in sé portatrice di informazioni o sentimenti (come la materia e un oggetto non vivente), nel momento in cui viene percepita e/o interagita da un essere vivente, produce in esso informazioni e sentimenti. In particolare, qualunque cosa di cui un essere umano percepisce l'esistenza viene rappresentata nella propria mappa cognitivo-emotiva in relazione ad altri oggetti mentali preesistenti e determina le modalità di interazione con la cosa stessa.

2017/05/01

Il dovere di Homo Sapiens

Finché avrò vita farò il mio dovere di Homo Sapiens, che comprende innanzitutto la ricerca della migliore conoscenza della natura di tale dovere.

Attivazione volontaria di demoni

Un demone può essere attivato volontariamente, ma la sua disattivazione è sempre involontaria.
Uno può decidere di attivare un certo demone volgendo il suo sguardo e/ pensiero a immagini o simboli (comprese le parole) che lo "evocano". Ma per farlo deve venirgli in mente di farlo, gli deve esse suggerito da qualcuno o qualcosa, come un libro, una foto, un film, un computer, una parola o frase, tutte cose che possono essere considerate "stimolatori di demoni".

Blog di Bruno Cancellieri