2017/07/22

Fiction vs. non-fiction

Perché in tutto il mondo si leggono più libri di fiction (narrativa) che di non-fiction (saggistica)? Perché la gente preferisce la finzione alla realtà.

Importanza dei divieti

Tra le cose che caratterizzano una cultura, ovvero una comunità o gruppo sociale, contano più i divieti che gli obblighi, più le cose che non si fanno che quelle che si fanno, più le cose di cui non si parla che quelle di cui si parla.

Importanza delle priorità

Un essere vivente ha molteplici bisogni (o desideri) che non possono essere soddisfatti tutti allo stesso tempo. Per questo esiste in ogni essere vivente un meccanismo, o algoritmo, interno, che stabilisce le rispettive priorità nella ricerca della soddisfazione, in modo tale da concentrare gli sforzi su un bisogno alla volta.

Comprensione per i politici

I nostri politici meritano comprensione. Se dicessero la verità sulla situazione, le cause della crisi e le prospettive future, perderebbero voti, così tanti che dovrebbero cambiare mestiere; perché la gente non ama la verità né la complessità, ma preferisce comode illusioni e semplici spiegazioni, in cui la colpa è sempre e solo degli altri.

2017/07/21

Your brain hallucinates your conscious reality

Quale psicologia?

La conoscenza della natura umana è molto vasta, variegata e controversa e ognuno dà un'importanza diversa alle diverse teorie psicologiche. Inoltre c'è il problema dei diversi vocabolari che usiamo per parlarne. Purtroppo la psicologia è una disciplina frammentaria e settaria, e ogni psicologo pensa di saperla più lunga degli altri o reinventa la ruota dandole un altro nome.

Inconvenienti della sapienza

Quanto più una persona diventa sapiente oltre il livello medio della popolazione in cui vive, tanto più essa vede l'ignoranza e la fallacia negli altri e tanto più fatica a comunicare da pari a pari con persone normali, laddove normalità equivale a mediocrità, semplicismo e assenza di autocritica.

La forza di attrazione di Facebook

Ciò che rende Facebook così attraente, interessante e utile è che permette facilmente di mantenersi informati sui pensieri e i sentimenti altrui, cosa indispensabile per prendere posizione nelle questioni morali, intellettuali e politiche, per affermare la propria appartenenza a certi gruppi e per adattarsi allo spirito delle comunità di elezione. In sintesi: per soddisfare il proprio bisogno di appartenenza.

Organizzazione della mente durante il sonno

Durante la veglia ci capita di fare nuove esperienze e concepire nuove idee. Durante la notte quelle cose vengono organizzate nella nostra mappa cognitivo emotiva, e dal giorno, dopo possono essere usate per determinare il nostro comportamento automatico.

2017/07/20

Freddezza e sospetto

Il fatto che una persona possa pensare, senza provare orrore o repulsione, a certi atti che la società considera criminali, può indurre nella gente il sospetto che quella persona possa facilmente commettere quelli atti, o averli già commessi.

Il gioco del perché

Perché una persona fa ciò che fa?
Perché ha bisogno di farlo.
Perché una persona ha bisogno di fare certe cose?
Perché se non le fa si sente male.
Perché una persona si sente male se non fa certe cose?
Perché così è scritto nel suo programma.
Perché le persone hanno programmi?
Perché la vita non è possibile senza programmi.
Perché la vita non è possibile senza programmi?
Perché la vita è organizzazione di organi, e una organizzazione è basata su un programma.
Perché la vita è organizzazione di organi?
Perché se le parti di cui è costituito un organismo non fossero organizzate ovvero non interagissero secondo un programma, l'organismo morirebbe.

Il fascismo e i problemi della razza

Cose da tenere a mente sul fascismo e sul mondo accademico. Il fatto che la maggioranza degli italiani (compreso il re) non abbia protestato la dice lunga sulla "nobiltà della razza italiana".

Copiato da Enrico Mentana su Facebook (15/7/2017):

Visto che molti, partendo dalla polemica sulla proposta di legge Fiano sull'apologia del fascismo, hanno ricominciato a minimizzare le nefandezze compiute dal regime già in tempo di pace, ecco un documento che ha proprio la data di oggi, 15 luglio, di 79 anni fa. Per ordine espresso del Duce viene pubblicato sul Giornale d'Italia un documento ufficiale, sotto il titolo "Il fascismo e i problemi della razza". Una lettura che crea angoscia e vergogna.

Vita e informazioni

La vita dipende da informazioni (a cominciare da quelle scritte nel DNA e da quelle percepite provenienti dall'esterno e dall'interno) e dal modo in cui esse vengono elaborate, il quale consiste a sua volta in informazioni (ovvero programmi) che si sviluppano a seguito delle esperienze fatte dell'essere vivente.

Le persone e i cambiamenti


Le persone si dividono in due categorie: quelli che causano i cambiamenti e quelli che si adeguano ai cambiamenti causati da altri.

People can be divided in two categories: those who cause changes, and those who adapt to changes caused by other people.

2017/07/19

A cosa pensi quando pensi a una persona?

Prendi una persona qualsiasi, che conosci o che vedi in un luogo pubblico per la prima volta. Cosa ti aspetti da essa? Che domande ti fai su di essa? Come la giudichi e la classifichi? Cosa immagini su di essa? Come determini quanto essa ti può essere utile? Con quali criteri decidi se rivolgerle la parola, cosa proporle o chiederle, ovvero se e come interagire con essa?

2017/07/18

La parte e il tutto

E' intellettualmente disonesto, ignorante o ingenuo parlare di una parte del tutto come se fosse il tutto, o senza menzionare i rapporti della parte col resto del tutto.

2017/07/17

Una rivoluzione umanistica

L'uomo di oggi non è peggio di quelli di ieri ma dispone di armi di distruzione e distrazione di massa molto più potenti, a livello planetario. Abbiamo bisogno di nuove idee per far fronte alle nuove minacce. Le vecchie ricette non bastano. Ci vuole una rivoluzione umanistica, più che politica, economica o tecnologica.

Sull'esercizio del libero arbitrio

L'unico modo per esercitare il libero arbitrio (ammesso che esso possa esistere) è quello di fermarsi e impedire ogni automatismo, ogni atto spontaneo, e di sottomettere qualsiasi potenziale decisione e gesto, anche i più elementari, all'esame preventivo della coscienza. Ma questo comporta un'immobilità totale, o un rallentamento estremo del comportamento, impensabile quando si è insieme con altre persone. Per questo il libero arbitrio può essere esercitato, semmai, soltanto per brevi momenti.

Tra illusione e delusione, speranza e disperazione

A volte ci si illude e si spera che facendo certe cose saremo più amati, più rispettati, più desiderati, più accettati, più premiati, per poi scoprire che abbiamo ottenuto l'effetto contrario o nessun effetto. Ma questo non vuol dire che non abbiamo fatto qualcosa di buono, bello, nobile o utile.

Ed è bene che continuiamo a illuderci e a sperare che i nostri sforzi daranno, prima o poi, risultati positivi, perché facendoli proviamo il piacere di fare qualcosa che riteniamo buono.

Per essere sicuri che stiamo facendo qualcosa che gli altri apprezzeranno, dobbiamo conoscere la mentalità e i bisogni altrui, specialmente quelli inconsci, e lavorare per soddisfarli. Ma questi bisogni sono a volte malati in quanto indotti da una società malata, e per soddisfarli occorre fare cose nocive o assurde.

Il valore delle cose

Il valore di una cosa (oggetto, persona, idea, teoria, azione, processo ecc.) può avere valutato da diversi punti di vista, corrispondenti ai bisogni umani che quella cosa è in grado di soddisfare o frustrare.

Con riferimento alla teoria dei bisogni descritta in psicologiadeibisogni.it, che distingue 6 gruppi di bisogni (vita, comunione, bellezza, libertà, sapienza, potenza) possiamo definire i seguenti tipi di valori attribuibili a qualsiasi cosa:
  • valore vitale
  • valore estetico
  • valore liberatorio
  • valore conoscitivo
  • valore potenziante



Cosa cerchiamo gli uni dagli altri?

Il piacere dell'eleganza dei dati

C'è un piacere riservato agli informatici che i non informatici non potranno mai provare: quello di scrivere un programma elegante nella logica e nel codice. Una bellezza interiore invisibile agli utenti. Ci sono infatti molte cose che avvengono in un programma, che non hanno alcun rapporto con l'interfaccia uomo/macchina ma servono solo ad amministrare i dati di lavoro nel modo più efficace ed efficiente.

2017/07/16

Edward Bernays and Group Psychology: Manipulating the Masses

Come il bisogno genetico di appartenenza ad un gruppo ci rende manipolabili.

2017/07/15

Vulnerabilità e convivenza

Le persone più vulnerabili convivono male con quelle meno vulnerabili.

Francesco Totti - Il Discorso di Addio

Un notevole documento antropologico su ciò che unisce ed emoziona masse di persone.

Stoffa e stile

Ci sono persone che hanno stile, ma non stoffa; altri che hanno stoffa, ma non stile; altri ancora che non hanno né stoffa né stile; e poi ci sono gli insuperabili, che hanno stoffa e stile.

Quelli che (non) si fanno domande

Dimmi che domande ti fai e ti dirò chi sei.

Io sono un sistema

Io sono un sistema consapevole di esserlo e posso scegliere (volontariamente o involontariamente) dove stare, andare, guardare, cosa ascoltare, leggere, cercare, chiedere, offrire, fare, dire, pensare, con chi/cosa, quando, dove e in che modo interagire per soddisfare i miei bisogni e quelli altrui.

Domande sulla conoscenza

Di tutte le cose importanti per il mio benessere, ovvero per la soddisfazione dei miei bisogni, quante ne conosco? E quanto sono vere le mie conoscenze?

Ciò che pensano gli altri

Non dobbiamo ignorare ciò che fanno, dicono, pensano e sentono gli altri, anche quando si tratta di sciocchezze, assurdità o follie, perché siamo tutti interdipendenti.

2017/07/14

Sulla bellezza

La bellezza che incanta e disarma è quella allo stato nascente, quella che sorprende. Quella ripetuta o copiata è solo il simulacro di un potere invidiato e invidioso.

Paura di cambiare

La paura di cambiare cresce quanto più le possibilità e le occasioni di riuscirvi aumentano.

Cambiare fa paura (consciamente e/o inconsciamente) perché è un tuffo nell'ignoto e richiede una ristrutturazione della propria mente, giacché è lì che avviene il vero cambiamento.

D'altra parte la mente, come gli organi del corpo fisico, ha un meccanismo di difesa immunitaria contro elementi estranei che tentano di inserirsi in essa e modificarla.

Tutti noi cambiamo, chi più chi meno, ma involontariamente e molto lentamente. Sono le nuove esperienze che ci cambiano. Cambiare volontariamente e rapidamente è rischioso e innaturale. Infatti l'io cosciente non ha la capacità di ristrutturare l'inconscio, e i veri cambiamenti riguardano quest'ultimo, ovvero i suoi automatismi cognitivi ed emotivi.

Per produrre volontariamente un cambiamento in noi stessi non possiamo fare altro che esporci a nuove esperienze, ma è impossibile prevedere se il cambiamento prodotto da una nuova esperienza sarà per noi vantaggioso o svantaggioso, se ci renderà più o meno felici.

Dobbiamo quindi comprendere e rispettare chi ha paura di cambiare. Cambiare volontariamente richiede un coraggio e delle capacità che non tutti hanno.

Solo contro tutti

A volte ho la sensazione di essere solo contro tutti, che nessuno mi capisca e molti mi fraintendano, comprese le persone a cui sono simpatico.

Penso che dovrei evitare, quando parlo, di dire liberamente ciò che penso della natura umana, perché è facile che qualcuno si offenda sentendosi indirettamente giudicato e rimproverato dalle mie opinioni.

A volte mi sento come un agente segreto in un paese nemico, il cui popolo è pronto a punirmi se scoprisse le mie attività investigative.

A volte mi sento un marziano in un mondo che ha paura dei marziani e considera pazzi coloro che si sentono marziani.

Sono sicuro che ci sono tante altre persone come me, ma penso che abbiano una tale paura di rivelarsi, che, per evitare il rischio che ciò avvenga, preferiscono restare soli nella loro clandestinità e credersi matti.

Quelli che negano le verità

A volte neghiamo la verità di una affermazione non perché essa sia falsa, ma perché viene usata dal nostro interlocutore per supportare una visione del mondo, o di una certa realtà, che ci disturba.

Quelli che disprezzano la scienza

Il disprezzo per la comunità scientifica in generale è, secondo me, indice di un complesso d'inferiorità di chi non è abbastanza intelligente e/o istruito per capire la scienza, i suoi metodi e i suoi risultati, con particolare riferimento ai concetti di statistica e probabilità.

Criteri di valutazione

Qualunque cosa (idea, ideologia, proposta, strumento, attività, procedura ecc.) dovrebbe essere valutata in funzione dei vantaggi e svantaggi che essa ci può arrecare in termini di qualità delle interazioni con gli altri.

La domanda da fare è perciò: quanto questa "cosa" mi è utile nelle interazioni con gli altri, ovvero a interagire con la massima soddisfazione dei bisogni miei e altrui?

Aggettivi bipolari

Vero / falso
Buono / cattivo
Bello / brutto
Probabile / improbabile
Colpevole / innocente
Giusto / sbagliato
Nuovo / vecchio
Piacevole / spiacevole
Precedente / seguente
Superiore / inferiore
Conscio / inconscio
Più / meno
Maggiore / minore
Sanno / malato
Normale / anormale
Reale / irreale
Uguale / diverso
Simile / dissimile
Solo / unito
Vicino / lontano
Mobile / immobile
Attraente / repellente
Intelligente / stupido
Duro / tenero
Rigido / flessibile
Forte / debole
Potente / impotente
Aperto / chiuso
Palese / nascosto
Alto / basso
Stretto / largo
Piccolo / grande
Obbediente / disobbediente
Comprensibile / incomprensibile
Coerente / incoerente

Cosa significa capire

Capire una cosa significa porla in uno o più contesti, e per ognuno di essi attribuirle quanti più aggettivi qualitativi e quantitativi possibile. Perciò, prerequisito di ogni comprensione, è la conoscenza di contesti e aggettivi.

Quelli che usano parolacce

Mi disturbano un po' le espressioni (a voce e per iscritto, specialmente nei post sui social networks) con parole come cazzo, culo ecc. Usare certe parole quando non è necessario per me è un segno di debolezza che nuoce allo stile della persona che le usa.

I più

I più non si chiedono perché fanno ciò che fanno, e se e come potrebbero far meglio.

Sulla crisi migratoria

Quasi nessuno, in Europa, si preoccupa né si scandalizza se milioni di persone muoiono ogni anno di fame in Africa, ma molti si scandalizzano e si indignano se qualche migliaio di essi muoiono affogati nel Mediterraneo o vivano in condizioni disumane in centri di accoglienza o in clandestinità. È come se il valore di una vita umana dipendesse dalla distanza alla quale essa viene vissuta o persa.

2017/07/13

Chi crede e chi no: la (sorprendente) mappa mondiale della fede

http://www.vita.it/it/article/2015/04/23/chi-crede-e-chi-no-la-sorprendente-mappa-mondiale-della-fede/132896/

Desideri riguardanti i desideri altrui

Ognuno desidera che l'altro abbia desideri coerenti e compatibili con i propri, e ci rimane male e a volte diventa perfino aggressivo o depressivo quando scopre che ciò non avviene.

Migliorare la società?

Chi non fa nulla per migliorare la società è corresponsabile dello stato in cui essa si trova.

La colpa di esistere -- solo chi non esiste è innocente

Uno dei sensi di colpa più diffusi, sebbene inconscio, è quello di esistere.

Infatti esistere comporta una responsabilità, anzi tante responsabilità quante sono le altre persone che esistono allo stesso tempo.

Infatti verso ogni altra persona abbiamo la responsabilità di scegliere se ignorarla o interagire con essa, e ignorare una persona è già offenderla.

Se decidiamo di non ignorare una persona, dobbiamo scegliere come interagire con essa e siamo responsabili di tale scelta. E' difficile, anzi impossibile, interagire con una persona sempre a suo favore, ovvero cercando di soddisfare i suoi bisogni ignorando i nostri. Prima o poi chiederemo al nostro interlocutore di fare qualcosa per soddisfare (anche) i nostri bisogni, o lo costringeremo a farlo con la forza o altri strumenti di dissuasione.

Insomma, siccome siamo tutti più o meno egoisti, siamo tutti anche colpevoli di esistere. In altre parole, solo chi non esiste è innocente. Il che si sposa bene col concetto giudeocristiano di peccato originale.

A corollario di quanto detto, si può inoltre affermare che chi non fa nulla per migliorare la società (nel suo insieme) è corresponsabile dello stato in cui essa si trova.

Paura di capire

Abbiamo paura di capire ciò che ci fa paura, perché per capire qualcosa dobbiamo avvicinarci ad essa, ma abbiamo paura di avvicinarci a ciò che ci fa paura.

Why You Shouldn't Trust Your Feelings

Osservatori di psicologia sociale

Facebook è un ottimo osservatorio di psicologia sociale.

Pensieri durante le interazioni

Quando sono vicino ad una persona, sarebbe bello se io potessi tranquillamente pensare ai suoi bisogni e alle sue passioni e a come essi si possono conciliare con i miei.

Invece i miei pensieri vagano incontrollati, o meglio, controllati da forze inconsce e involontarie che il mio io cosciente non riesce a dominare, come la paura di sbagliare, di dire o fare qualcosa di indegno o umiliante, scatenare tragici conflitti o svelare terribili segreti.

Questi pensieri così prodotti mi inibiscono e/o mi spingono a comportarmi in modo inutile o dannoso rispetto alla soddisfazione dei bisogni e delle passioni miei e altrui.

Come fare per risolvere o alleviare questo problema? Forse sarebbe utile trovare persone con cui parlare esplicitamente dei rispettivi bisogni e passioni.

Cosa difficile, perché pochi conoscono i propri bisogni e la natura umana al di fuori degli insegnamenti di religioni e culture malate.

2017/07/12

Bisogni, passioni, interazioni e contesti

Pochi sanno di cosa hanno veramente bisogno, ma tutti conoscono le le proprie passioni, ovvero cosa dà loro piacere e cosa dolore, cosa fa loro paura e cosa li tranquillizza, cosa li attrae e cosa li repelle. Tuttavia può essere che qualcosa di cui abbiamo bisogno ci faccia paura o ci disturbi, e che siamo attratti da cose di cui non abbiamo bisogno, o che sono per noi nocive.

Gli umani si aggregano soprattutto in base all'affinità delle loro passioni, più che a quella dei loro bisogni, e le passioni sono molto più varie e volatili dei bisogni.

E' importante che ci sia coerenza tra bisogni e passioni, ovvero che le cose di cui abbiamo veramente bisogno siano anche l'oggetto delle nostre passioni, e non siano in conflitto con queste.

C'è poi il problema della repressione dei bisogni e delle passioni, specialmente ad opera delle religioni, e della induzione di falsi bisogni e di passioni nocive ad opera della pubblicità commerciale.

Per tutti questi motivi, gli umani dovrebbero occuparsi dello studio critico dei loro bisogni e delle loro passioni, in modo da negoziare esplicitamente le rispettive soddisfazioni. Altrimenti si continua ad interagire automaticamente e inconsapevolmente, secondo schemi o copioni tipici predefiniti, con ruoli e forme predefiniti, facenti parte del patrimonio culturale comune.

Non credo che sarebbe possibile una comunicazione umana senza fare riferimento ad un comune contesto di riferimento da usare per dare un significato cognitivo ed emotivo ai messaggi e ai gesti scambiati. Pertanto, un modo per interagire in modo creativo, originale, efficace, consiste, secondo me, nel concepire, presentare e proporre, prima di interagire, un nuovo contesto di riferimento interattivo, sperando che piaccia al nostro interlocutore e che possa essere adottato per un'interazione più soddisfacente rispetto ai rispettivi bisogni.

L'importante è l'interazione

Tutto ciò che è importante per l'uomo dipende da quello che succede quando due persone interagiscono, ovvero da come interagiscono. Perciò la scienza delle interazioni umane dovrebbe essere la più importante, quella su cui si dovrebbe investire di più, di cui si dovrebbe parlare di più, sia tra accademici che tra gente comune, perché è una cosa che riguarda da molto vicino ogni essere umano, nessuno escluso. E invece è una scienza di cui si parla pochissimo, sconosciuta ai più. Gli autori più significativi in questo campo sono George Herbert Mead (che ha teorizzato l'interazionismo simbolico) e Gregory Bateson che ha applicato la cibernetica alla vita e alle interazioni umane.

Testi e contesti

Il contesto è più importante del testo, ovvero del messaggio, perché il significato del messaggio dipende dal contesto a cui esso si riferisce. Usare un testo senza un chiaro riferimento ad un contesto conosciuto sia da chi scrive che da chi legge, ovvero da chi parla e da chi ascolta, oltre ad essere inutile, può causare malintesi. Il contesto può essere una teoria, ideologia, tradizione, sistema di valori, politica, movimento letterario o artistico, disciplina, procedura, legge, storia, lingua ecc.

Nella mente di ogni persona c'è una collezione di contesti, che io chiamo mappa cognitivo-emotiva, che si sono formati attraverso le sue esperienze e che vengono usati per "significare" in senso sia cognitivo che emotivo i messaggi emessi e ricevuti.

Quando parliamo con una persona dovremmo chiederci se i contesti di cui dispone sono adatti alla comprensione del messaggio che vogliamo inviarle, ovvero se sono coerenti con quelli a cui il nostro messaggio si riferisce.

2017/07/09

Cos'è la psicologia

La psicologia indaga ciò che non sappiamo e a cui non pensiamo, che tuttavia determina i nostri pensieri.

Infantilismo politico

Quelli che protestano contro i governi, che ritengono i soli responsabili delle crisi e ai quali chiedono di cambiare politica applicando principi astratti e generici infischiandosene di sapere chi dovrebbe pagare il conto, e organizzano manifestazioni più o meno pacifiche, ma sono incapaci di organizzarsi in partiti politici stabili e realistici, quelle persone mi fanno paura come bambini con armi vere in mano.

Fidarsi della comunità scientifica medica?

Se non dobbiamo fidarci della comunità scientifica medica (come vorrebbero coloro che la considerano generalmente collusa con le grandi aziende farmaceutiche), di chi dovremmo? Certo, la scienza ha i suoi limiti, ma la non-scienza molti di più.

Psicologia della festa

Partecipare ad una festa è inebriarsi di approvazioni reciproche, sentirsi buoni, giusti e belli in quanto condivisori di uguali valori, costumi, gusti, simboli, linguaggio, storia, forme, norme, giochi; glorificare un noi che infonde sicurezza e fa sentire migliori dei membri di altri gruppi; dare e ricevere conferme di dignità; raccontare qualcosa di sé per sottoporla a un giudizio che sarà certamente positivo; informarsi sul comportamento degli altri e sull'evoluzione dello spirito della comunità; competere per primeggiare nei valori condivisi; giocare ai giochi consentiti rispettandone le regole; scampare al tabù della solitudine e non esistere come individui ma come membri di un gruppo.

2017/07/08

Mancanza di comunione

Una delle cose più tristi, inquietanti, stancanti e imbarazzanti che possono capitarci è la compagnia di persone con cui non abbiamo nulla in comune, e il dover fingere con esse, per non offenderle o passare per arroganti, una comunione di interessi, valori o gusti che non esiste.

Programmi psichici

Qualsiasi "copione di vita" (Berne docet) o atteggiamento tipico o consolidato è codificato, ovvero scritto, in qualche modo e da qualche parte che non sappiamo e che non è indispensabile sapere. Dovremmo allora chiederci quando la codifica è avvenuta e se essa è suscettibile di cambiamento e in quale misura. In altre parole, se tale codifica è fissa e invariabile, oppure modificabile o adattabile.

Ebbene, io credo, rifacendomi all'ecologia della mente di G. Bateson, che i programmi biologici sono parzialmente variabili in quanto i sistemi biologici sono per definizione auto-organizzanti. Insomma stiamo parlando di programmi che, a partire dalla codifica del DNA (che è il programma iniziale), si riprogrammano continuamente durante la vita dell’individuo per meglio adattarsi all'ambente naturale e sociale.

Tuttavia tale riprogrammazione è sempre parziale e la questione è anche quale e quanta parte del programma rimane fissa e quale e quanta si modifica e cosa determina i suoi cambiamenti. Per comodità si potrebbe dire che il programma della psiche si compone di una parte invariabile e di una variabile.

La quota variabile è ovviamente diversa da persona a persona a seconda del substrato genetico e delle esperienze specifiche. Inoltre, il cambiamento non è sempre adattativo. Può anche essere disadattativo.

Ho detto altrove che “noi esseri umani siamo sistemi che interagiscono secondo bisogni, sentimenti e programmi che possiamo parzialmente conoscere e modificare” in quanto io ritengo che i sentimenti dipendono dalla soddisfazione o frustrazione dei bisogni, e i programmi (sia nella parte fissa che quella variabile) siano strategie per la soddisfazione dei bisogni stessi.

Roba da superuomini

Poter scegliere liberamente e senza condizionamenti con chi, come e quando interagire è roba da superuomini.

Il punto di partenza della mia filosofia e psicologia

NOI ESSERI UMANI SIAMO SISTEMI
CHE INTERAGISCONO SECONDO
BISOGNI, SENTIMENTI E PROGRAMMI
CHE POSSIAMO PARZIALMENTE
CONOSCERE E MODIFICARE.

Epistemologia e linguaggio

Una conoscenza si basa sul linguaggio che la esprime. Non ci può essere una conoscenza (che non sia solo il ricordo di un'esperienza) al di fuori di un linguaggio. Perciò l'epistemologia deve cominciare con l'analisi dei linguaggi che usiamo per esprimere le nostre conoscenze.

Bisogno di interazione

Qualsiasi interazione sociale, anche la più stupida, insensata, nociva o noiosa è meglio che nessuna interazione sociale. Spesso si interagisce solo per interagire, senza altro fine che l'interagire stesso. L'uomo ha un bisogno fondamentale e profondo di interagire con i suoi simili. Questo fatto spiega e dà un senso a tante interazioni sociali apparentemente assurde.

2017/07/07

Pensiero condizionato

Io penso che gli altri mi giudicheranno per la qualità dei miei pensieri. In altre parole, i miei pensieri, espressi o dedotti, saranno giudicati dagli altri, e dal verdetto dipenderanno l'atteggiamento e le intenzioni degli altri verso di me. Di conseguenza non sono libero di pensare a qualsiasi cosa in qualsiasi modo, e di avere qualunque opinione, perché dai miei pensieri e dalle mie opinioni, che non potrò fare a meno di esprimere volontariamente o involontariamente, dipende il posto che gli altri mi permetteranno di avere nella comunità.

Il piacere di comperare

L'atto del comperare qualcosa dà un piacere più forte del conseguente possesso della cosa comperata. Perché comperare è anche un rito di appartenenza e integrazione sociale, che l'uomo ha bisogno di celebrare periodicamente.

Onora patria e famiglia

Quasi nessuno si lamenta per il fatto di essere nato in una certa famiglia e in certo paese, e quasi tutti accettano e onorano entrambe le cose come se non avessero potuto avere di meglio.

A che servono gli intellettuali?

Sono stanco di leggere analisi della crisi con l'indicazione dei colpevoli (che ovviamente sono sempre gli avversari politici o ideologici). Mi piacerebbe qualche volta leggere proposte di soluzione con l'indicazione dei costi e di chi dovrebbe pagarli. Ma gli intellettuali hanno altro di cui occuparsi.

Favole per adulti

Anche gli adulti hanno bisogno di favole per sapere dov'è il bene e il male, il premio e il castigo.

La differenza tra la favola per bambini e quella per adulti è che nella prima il fatto si svolge al passato (c'era una volta), nella seconda al futuro (progresso, divina provvidenza, paradiso, inferno, nirvana, comunismo, fascismo, democrazia diretta, capitalismo, giustizia, egualitarismo, razzismo ecc.).

Come i bambini, anche gli adulti hanno le loro favole preferite, le vogliono sentire ripetutamente e le tramandano ai loro figli.

Il mondo è governato dagli autori delle favole, che si fanno la guerra ognuno affermando che la propria sia l'unica vera e quelle degli altri tutte false.

2017/07/06

Il problema della verità

Se la verità non creasse problemi, nessuno la nasconderebbe o la combatterebbe e nessuno mentirebbe.

Tessere di un mosaico

Sfoglio Facebook e vedo tanti sguardi sul mondo, ognuno è la tessera di un mosaico che nessuno riesce a rendere nel suo insieme.

Quelli che cercano di farti sentire in colpa

Uno dei modi più efficaci per governare e limitare il comportamento di una persona è farla sentire in colpa quando fa qualcosa che non ci piace o non fa qualcosa che ci piacerebbe facesse. A ciò mirano l'educazione, la morale, le critiche, i rimproveri, i lamenti e certe esortazioni a bambini e adulti.

Chi si fa prendere dal senso di colpa ne diventa schiavo nel senso che si sente obbligato a fare o non fare certe cose, e in debito con le persone verso cui ha "peccato". Infatti, in tedesco, "colpa" si traduce "Schuld", che significa anche "debito" o "obbligo".

Se riusciamo a far sentire una persona in colpa, essa si sentirà in debito verso di noi o la comunità che noi rappresentiamo, e noi acquisteremo in tal modo un credito nei confronti del "colpevole". Siccome è molto meglio avere crediti che debiti, tendiamo tutti, più o meno, a far sentire in colpa qualcun altro, per esempio, affermando o insinuando che il nostro malessere o disagio è dovuto ad un comportamento colpevole del nostro interlocutore.

2017/07/05

Come voi mi giudicate

Il modo in cui voi mi giudicate, la simpatia o antipatia, attrazione o repulsione, interesse o disinteresse che sentite per me, dipendono soprattutto dalla vostra supposizione di quanto le mie idee, opinioni e preferenze siano coerenti con le vostre e vi diano ragione o torto, quanto io sia empatico e comprensivo verso di voi, quanto io sia in grado di soddisfare i vostri bisogni e disposto a farlo, quanto mi siete simpatici, antipatici o indifferenti, quanto io vi ami o vi odi, quanto io vi giudichi, apprezzi o disprezzi, quanto io desideri o detesti la vostra compagnia, quanto io trovi interessanti o banali, utili o inutili i vostri discorsi, sensate o insensate le vostre idee, e di quanto io sia, o mi senta, superiore o inferiore a voi intellettualmente, moralmente, culturalmente, politicamente, economicamente, esteticamente e fisicamente.

Interessi locali e globali

Molti non hanno ancora capito che l'umanità si è inesorabilmente globalizzata. Ogni tanto qualcuno si sveglia e propone una soluzione locale ad un problema globale, che risolve parte del problema creando ulteriori problemi e aggravando la situazione globale. E' ora di affrontare i problemi in un'ottica globale. Se continuiamo a vedere solo i nostri interessi particolari, andiamo contro gli interessi globali dell'umanità.

Valore assoluto e relativo di una persona, pragmatismo dei bisogni e valenze pragmatiche

Il valore di un essere umano è assoluto nel senso che tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti, sanciti dalla dichiarazione dell'ONU del 10/12/1948. Tuttavia possiamo, e dovremmo, parlare di un valore individuale relativo, diverso a seconda delle persone particolari a cui si riferisce e degli obiettivi delle relazioni stesse.

E' ciò che io chiamo valore pragmatico, o valenza, ovvero il valore relativo ai fatti concreti di cui una persona può essere soggetto e/o oggetto. Considerato che la soddisfazione dei bisogni umani è, secondo me, la misura di ogni valore umano, ho definito i seguenti concetti.

La valenza individuale di una persona A relativamente a una persona B consiste nella disponibilità e capacità di A di soddisfare i bisogni (desideri, pulsioni, motivazioni, interessi, aspirazioni ecc.) di B.

La valenza sociale di una "cosa" (oggetto, proprietà, rito, procedimento, tipo di comportamento, conoscenza, opinione ecc.) relativamente ad una comunità, corrisponde al credito di accettazione che esso conferisce ad una persona che possiede o pratica la cosa, riconosciuto dai membri della comunità stessa.

Il credito di accettazione ottenuto da una persona rispetto ad una certa comunità comportandosi in un certo modo è una misura della dignità sociale acquisita dalla persona stessa relativamente all'appartenenza a quella comunità. In altre parole, una persona che, comportandosi in un certo modo, ha acquistato un certo credito di accettazione rispetto ad una certa comunità, può sperare di essere accettato da quella comunità in misura corrispondente al credito stesso.

Il debito di accettazione è un credito di accettazione negativo, corrispondente all'indegnità sociale acquisita dalla persona relativamente all'appartenenza ad una certa comunità. Il debito di accettazione comporta sensi di colpa più o meno consci o inconsci, e può ridursi fino ad estinguersi attraverso comportamenti tali da ottenere crediti di accettazione tali da compensare e superare il debito acquisito.

Invidia e gelosia

Invidia e gelosia sono il nostro pane quotidiano, sentimenti tanto forti quanto repressi, negati, mistificati; presenti anche nelle persone più insospettabili. Nemmeno io ne sono esente.

2017/07/04

Il tabù delle differenze umane

Il tabù delle differenze umane è talmente forte che distinguere un saggio da uno stolto viene da molti qualificato come razzismo.

Dov'è la saggezza?

Molti pensano che nessuno sia più saggio di un altro, che la saggezza sia equamente distribuita, che ognuno sia saggio a modo suo e che nessuno possa giudicare la saggezza di alcuna persona, nemmeno la propria. Cosa che, secondo me, scoraggia la ricerca della saggezza, non esistendo per molte persone esempi, parametri di riferimento e unità di misura. Il risultato è la saggezza fai-da-te per cui ognuno si sente saggio quanto basta.

Sul successo di Vasco Rossi

La buona musica resta buona attraverso le generazioni, quella cattiva si perde come le mode. Non credo che le prossime generazioni ascolteranno con piacere Vasco Rossi, come si ascolta ancora con piacere Yves Montand, i Beatles, Mina e altri classici della musica "leggera" di qualità. Il tempo è galantuomo. Secondo me ciò che unisce i fan di Vasco Rossi non è la qualità della sua musica ma una certa simbologia che li fa sentire simili. Abbiamo tutti un grande bisogno di sentirci simili ad altri e ognuno sceglie la categoria di persone alla quale desidera appartenere.

Fenomeni come il successo di Vasco Rossi mi fanno sentire diverso da masse di persone e questo mi inquieta. Mi piacerebbe condividere col maggior numero di persone il maggior numero di gusti e valori, ma certe volte, come in questo caso, mi è impossibile. Non mi piace sentirmi diverso.

Il rischio della crescita intellettuale e morale

Quanto più cresciamo intellettualmente e/o moralmente, tanto più diventiamo antipatici a quelli che non sono cresciuti altrettanto, che ci accuseranno di arroganza, secondi fini o cattive intenzioni.

Da cosa dipendono i rapporti umani e il paradosso dell'automiglioramento

I rapporti e le interazioni tra due persone, e la loro reciproca accettazione, dipendono dalle differenze e dalla compatibilità delle rispettive mappe cognitivo-emotive (MCE), e dalla percezione che ciascuna persona ha della MCE dell'altra. Ogni persona può, in una certa misura, modificare o ampliare la propria MCE, per esempio attraverso le esperienze, lo studio o una psicoterapia, tuttavia il miglioramento di una MCE non contribuisce necessariamente al miglioramento del rapporto, ma può perfino peggiorarlo. E' il caso in cui, in una coppia o in un gruppo, solo uno dei partner o dei membri cresce intellettualmente e/o moralmente, determinando una incompatibilità dove prima c'era compatibilità.

2017/07/03

Per essere accettati in una comunità

Per essere accettati in una comunità bisogna evitare di mostrarsi più sapienti di tutti gli altri membri, a meno che non siano loro a crederlo.

Chi ha paura dei filosofi?

I filosofi vengono tollerati, e perfino elogiati, finché sono innocui, cioè finché con le loro idee non rischiano di rivoluzionare la società.

Differenze umane basate sui bisogni (tipologia motivazionale)

Credo che si possa costruire una tipologia umana sulla base delle differenze di peso e grado di soddisfazione dei bisogni da individuo a individuo.

Consideriamo infatti le sei categorie di bisogni che ho definito altrove:

  • bisogni di vita
  • bisogni di comunione
  • bisogni di bellezza
  • bisogni di libertà
  • bisogni di sapienza
  • bisogni di potenza
Il profilo tipologico di una persona potrebbe essere determinato da una valutazione o autovalutazione del peso e del livello di soddisfazione dei bisogni per ciascuna categoria. 

Il test tipologico dovrebbe chiedere per ciascuna categoria X:
  • quanto sono importanti per te i tuoi bisogni di X? (da 0 a 9)
  • quanto sono abitualmente soddisfatti i tuoi bisogni di X? (da 0 a 9)
Il profilo risultante potrebbe essere, ad esempio: V56 C38 B42 L71 S92 P28.

Esso potrebbe essere espresso in forma di istogramma, come segue:

V +++++----...........
C +++++--.............
B ++++------..........
L +++++++++--------...
S +++++++-------......
P ++---------------...

2017/07/02

Divieto di verità e doppio vincolo

Dedicato a chi si sente solo

Viviamo in una società fondamentalmente falsa per quanto riguarda i bisogni umani e la loro soddisfazione. Infatti, chi "confessa" di avere bisogni diversi da quelli altrui, o di non riuscire a soddisfare i propri bisogni (indipendentemente dalla loro "normalità"), viene considerato "strano" o "anormale" nel primo caso e "perdente" nel secondo, e punito, in entrambi i casi, con il disprezzo e/o l'isolamento, o, nel migliore dei casi, l'indifferenza. Chi vuole, infatti, essere amico di una persona strana o perdente?

Tecnologia e libertà

Oggi siamo liberi di fare una grande quantità di cose che solo venti anni fa erano impensabili. Il numero di opzioni è aumentato immensamente. Siamo quindi più liberi che in passato? Quantitativamente sì. Ma qualitativamente? Le nuove opzioni che la tecnologia (e Internet in particolare) ci offre corrispondono ai nostri bisogni? In quale misura Internet ci aiuta a soddisfarli? Di cosa abbiamo veramente bisogno? Non ho dubbi in proposito: abbiamo bisogno di migliori rapporti umani e non so in quale misura le nuove tecnologie ci aiutino in tal senso. Non molto, mi pare.

Cosa insegna la scuola

La scuola insegna soprattutto ad obbedire, a conformarsi, a pensare secondo schemi stabiliti dalle autorità politiche, religiose, culturali e (per chi può accedere alle università) accademiche. Essa infatti premia la conformità e punisce la difformità.

Il "doppio vincolo" di Gregory Bateson (double bind)

Sentirsi soli e non poterlo dire per non venire isolati e peggiorare la situazione. Viviamo in una società schizofrenica che premia chi è già premiato e punisce chi è già punito, che ci costringe a far finta di essere sani e autosufficienti.

2017/07/01

Chi interagisce con chi?

Quando vediamo due o più persone che interagiscono, in realtà chi interagisce sono le rispettive mappe cognitivo emotive, perché in esse sono programmate tutte le azioni e le reazioni in tutte le possibili situazioni e transazioni.

Dove va il mondo?

Se continuiamo ad andare solo dove ci portano il cuore e la pancia, a fare solo ciò che ci piace o che qualcuno ci costringe a fare, ad obbedire alle nostre paure, a credere in ciò che ci hanno insegnato o che crediamo di aver capito da soli, a pensare che ciò che a noi sembra giusto lo sia anche per gli altri, ad eleggere politici demagoghi, semplicisti e incompetenti, probabilmente la nostra specie si estinguerà o sarà ridotta a pochi esemplari entro un secolo, dopo un paio di guerre mondiali, centinaia di guerre civili e innumerevoli atti di terrorismo, carestie, psicosi di massa e vari disastri ecologici e climatici, il tutto dovuto alla globalizzazione dell'umanità e alla facilità di produrre e usare armi distruzione e distrazione di massa (nucleari, chimiche, biologiche, ecologiche, informatiche, mediatiche, psicologiche ecc.).

Per evitare questa fine dobbiamo mettere in discussione tutto ciò che sappiamo sulla natura umana e cambiare radicalmente la nostra mentalità e visione del mondo.

Inutile consigliarvi quali nuovi filosofi leggere (quelli vecchi hanno dimostrato la loro insufficienza) se non riconoscete che l'umanità e le società sono oggi più che mai profondamente malate, anche perché non hanno più la scusante dell'arretratezza scientifica.

2017/06/29

Chi non ha paura dell'eroismo?

Di fronte ad un eroe (ovvero ad una persona estremamente coraggiosa e generosa) si prova una sensazione contraddittoria: lo si ammira ma si ha paura di imitarlo. Gli eroi sono inquietanti, quasi disumani, in ogni caso oltreumani. Che senso ha lodare Gesù, San Francesco o altri eroi veri o immaginari e non cercare di imitarli? Non c'è ipocrisia, schizofrenia o autodisprezzo in queste lodi?

2017/06/28

Banalità

Il motivo per cui si dicono e scrivono banalità non è affatto banale.

Televisione e passività

La televisione contribuisce pesantemente a rendere la gente sempre più passiva intellettualmente, perché lo spettatore non sceglie cosa vedere, ma altri scelgono per lui favorendo gli interessi politici, economici e culturali di qualcun altro.

Il fatto di poter scegliere su quale canale sintonizzarsi è una scelta illusoria dato il numero esiguo e la qualità delle opzioni.

Internet, invece, se usata con intelligenza, permette una vastissima scelta autonoma delle fonti di documentazione e ispirazione da usare per informarsi, coltivarsi e soddisfare i propri bisogni.

Erich Fromm sui bisogni umani

"A sane society is that which corresponds to the needs of man — not necessarily to what he feels to be his needs, because even the most pathological aims can be felt subjectively as that which the person wants most; but to what his needs are objectively, as they can be ascertained by the study of man. It is our first task then, to ascertain what is the nature of man, and what are the needs which stem from this nature."

("Una società sana è quella che corrisponde ai bisogni dell'uomo, non necessariamente quelli che egli sente di avere, perché anche le spinte più patologiche possono essere sentite soggettivamente come le maggiori motivazioni; ma i suoi bisogni oggettivi, che possono essere verificati come tali attraverso lo studio dell'uomo. E' quindi nostro compito primario quello di indagare la natura umana e i bisogni che da essa derivano.")

https://www.brainpickings.org/2017/03/23/the-sane-society-erich-fromm/

2017/06/27

Soluzioni problematiche

Una soluzione che non tiene conto di tutti gli aspetti del problema rischia di aggravare il problema stesso o di creare nuovi problemi.

2017/06/26

L'uomo medio di Pier Paolo Pasolini

"Lei non ha capito niente perché lei è un uomo medio: un uomo medio è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, schiavista, qualunquista. Lei non esiste… Il capitale non considera esistente la manodopera se non quando serve la produzione… e il produttore del mio film è anche il padrone del suo giornale… Addio.” [Dal film "La ricotta"]



Vedi anche Pier Paolo Pasolini, “La ricotta” (1963) – Sinossi e commenti

Confessione pubblica

Sono talmente impegnato nel cercare di capire e soddisfare i miei bisogni, che non ho tempo né voglia di occuparmi della comprensione e soddisfazione di quelli altrui.

L'acqua al mulino

Ognuno cerca di portare l'acqua al suo mulino ostentando e amplificando i lati positivi della sua macchina e nascondendo o minimizzando quelli negativi.

2017/06/23

Il significato delle parole e delle azioni

Per capire come il mio interlocutore interpreta le mie parole e le mie azioni devo conoscere la sua visione e concezione del mondo, il suo linguaggio, la sua logica, la sua sensibilità e il suo sistema di valori. In altre parole devo conoscere la sua mappa cognitivo emotiva (MCE). Se non la conosco e assumo che sia simile alla mia, rischio che le mie parole e azioni siano interpretate in modo diverso rispetto alle mie intenzioni.

La MCE è un insieme organico di dati (ovvero parole, forme ed emozioni) tra loro collegati, che permette di dare un significato razionale, associazioni logiche ed una connotazione sentimentale ad ogni transazione nell'interazione umana.

L'idea giusta al momento giusto

Gesù di Nazareth, che diede vita al movimento culturale più importante di tutti i tempi in termini di numero di seguaci, non era uno studioso, non aveva titoli accademici, forse non era nemmeno particolarmente intelligente, ma ebbe l'idea giusta al momento giusto nel luogo giusto. Io spero che arrivi presto un nuovo "maestro" con l'idea giusta per il mondo attuale, capace di unire gli uomini di buona volontà in una cooperazione pacifica, rispettosa dei bisogni propri e altrui, e dell'ecosistema.

Comunità filosofica sistemica

Vedi anche Una comune visione del mondo.

Si potrebbe creare un'associazione in cui ognuno parla dei propri demoni e cerca di mettersi d'accordo con gli altri al fine di soddisfare i bisogni propri e altrui, cooperando in tal senso.

Affinché tale cooperazione sia efficace, è necessaria una comune visione del mondo, che dovrebbe essere prerequisito per entrare a far parte dell'associazione.

L'associazione potrebbe intitolarsi "Comunità filosofica sistemica".

2017/06/22

Una comune visione del mondo

La qualità dell'interazione tra due persone (cioè il grado di soddisfazione dei rispettivi bisogni ottenuto grazie alla interazione stessa) dipende da vari fattori, tra cui il significato che viene dato dagli "attori" alle transazioni che costituiscono l'interazione stessa.

What makes a good life? Lessons from the longest study on happiness

La cosa più importante per una vita sana e soddisfacente sono rapporti umani di buona qualità.

2017/06/21

Cosa dicono i politici

I politici, per farsi votare, dicono al popolo ciò che al popolo piace sentirsi dire, non importa quanto sia vero, verosimile o realizzabile.

Ragione o torto

Se due persone la pensano diversamente su un certo tema, può darsi che una abbia più ragione (anzi, ragioni) dell'altra, ma è anche possibile che abbiano entrambe ragione o entrambe torto, totalmente o parzialmente.

L'oppio dei popoli

L'arte, la musica, la poesia ed ogni forma di bellezza, incluse quelle di cui si servono le religioni, sono l'oppio dei popoli, e anche io ne faccio uso.

Punti di vista

Ogni persona, ogni autore, ha in parte ragione (su qualcosa) dal suo punto di vista. Ognuno può insegnarci qualcosa di vero e qualcosa di falso, qualcosa di utile e qualcosa di inutile, perché esistono molteplici cose, parti e punti di vista.

2017/06/19

Sulla volontà

Il comportamento umano dipende in minima parte dalla volontà del soggetto. D'altra parte, la volontà non è causa prima, ma è determinata da fattori esterni ad essa.

2017/06/17

Verità e felicità

La conoscenza della verità non rende necessariamente felici, perché la felicità è spesso basata sull'illusione.

Sulla felicità

La felicità non è la libertà dai bisogni, ma avere bisogni e la possibilità di soddisfarli.

2017/06/15

Come varia la forza di un demone

Quando un demone ottiene la sua soddisfazione, la sua forza si attenua a vantaggio dei suoi competitori, che per un po' di tempo possono così prevalere. Viceversa, quando un demone è a lungo insoddisfatto, la sua forza cresce a svantaggio dei suoi competitori, che possono così essere superati. Ma se il superamento non avviene, il demone insoddisfatto potrebbe essere rimosso, ovvero i suoi bisogni anestetizzati per evitare il dolore della frustrazione.

Categorie di bisogni umani

Per comodità di analisi, ho diviso i bisogni umani nelle seguenti sei categorie. Il concetto di bisogno è qui inteso in senso lato e comprende quelli di istinto, desiderio, passione, interesse, attrazione, pulsione, motivazione, speranza e simili.
  • bisogni biologici (salute, sopravvivenza, rapporti sessuali, riparo, nutrizione, protezione e allevamento della prole, stimolazione, sensazioni, riposo, sonno, esercizio fisico, igiene, guarigione dalle malattie ecc.)
  • bisogni di comunione (appartenenza e integrazione sociale, comunità, condivisione, alleanza, affiliazione, solidarietà, affinità, intimità, interazione, cooperazione, partecipazione, servire, accettazione, approvazione, accoglienza, rispetto, moralità, ritualità, dignità, responsabilità ecc.)
  • bisogni di bellezza (armonia, semplicità, uniformità, conformità, coerenza, pulizia, simmetria, regolarità, purezza, ritmo, danza, canto, suono, musica, poesia ecc.)
  • bisogni di libertà (individuazione, diversità, ribellione, opposizione, trasgressione, novità, innovazione, creatività, cambiamento, umorismo, egoismo, riservatezza, irresponsabilità ecc.)
  • bisogni di sapienza (linguaggi, conoscenze, comprensione, esplorazione, calcolo, misurazione, informazione, osservazione, monitoraggio, previsione, memoria, ricordi, registrazione, documentazione ecc.)
  • bisogni di potenza (potere, abilità, capacità, supremazia, superiorità, prevalenza, dominio, proprietà, possesso, competitività, aggressività, controllo, arroganza, gelosia, invidia ecc.)

Come studiare la natura umana

È impossibile studiare la natura umana senza distanziarsi da essa, cioè senza disumanizzarsi in una certa misura, ovvero senza diventare oltreuomini, cioè senza patria e senza appartenenze almeno per un po' di tempo. Non c'è nulla di più spaventoso che perdere la propria umanità; per questo lo studio della natura umana è un'attività così rara, sospetta e osteggiata.

Anche perché studiare la natura umana significa mettere in luce lo stato miserabile dell'umanità, la stupidità, l'ignoranza, la pigrizia, la falsità, l'egoismo, la malignità e la meschinità della maggior parte delle persone, compresi noi stessi e i nostri amici, che perderemmo se osassimo qualificarli in tal modo.

Demoni antagonisti

La psiche è un'arena in cui si affrontano demoni antagonisti e vince il più forte, non il più intelligente.

Chi è educabile?

I bambini si possono educare, gli adulti no.

In realtà si possono educare gli adulti che desiderano essere educati, che cercano maestri portatori di idee nuove rispetto a quelle già acquisite. Mi pare che adulti di questo tipo in giro ce ne siano ben pochi. Infatti quasi tutti gli adulti cercano leader e pseudomaestri che confermano le loro idee e giustificano, deresponsabilizzano o elogiano i loro comportamenti.

Vedere i demoni

Mi sento come Galileo Galilei, che vedeva la terra girare intorno al sole, e veniva punito per questo. Io vedo i demoni che popolano la mia persona e quella di ogni altro umano, ma quando lo racconto mi prendono per pazzo o arrogante.

Dove ti portano i tuoi demoni

Va' dove ti portano i tuoi demoni, ma non perderli mai di vista e scegli sempre quali far prevalere.

Demoniferi

Sono un demonifero (portatore di demoni) in mezzo a tanti altri demoniferi.

Quando interagisco con una persona, in realtà i miei demoni interagiscono con i suoi.

Dovremmo smetterla di considerare le persone come fenomeni unitari, cioè guidati da una unica coscienza e dotati di una unica volontà. Ogni persona è un portatore di demoni autonomi, indipendenti e spesso antagonisti, che concorrono per determinare il comportamento della persona stessa.

Si potrebbe anche stabilire una tipologia umana beata sul modo in cui i demoni del soggetto si rapportano, ovvero il loro livello di conflittualità, e se, in caso di conflitto, questo dà luogo a paralisi oppure alla rimozione del demone più debole oppure ad un'alternanza di potere tra i demoni stessi.

Chi può essere spontaneo?

La spontaneità è un lusso che solo chi non ha grandi conflitti interiori può permettersi.

Riti di appartenenza

Molte conversazioni ed espressioni umoristiche non sono altro che riti di comune appartenenza.

Dichiarazioni di appartenenza

Siamo continuamente spinti ad esprimere agli altri la nostra comune o non comune appartenenza a qualche contesto sociale. Questo bisogno è fonte di tensione perché da essa dipende il carattere della relazione con l'altro. Infatti, quando due umani si incontrano, la prima cosa che sentono di dover fare è stabilire se siano amici o nemici, ovvero se interagire in modo amichevole o ostile, ovvero se appartengano alla stessa confraternita o a confraternite diverse, e, in quanto diverse, ostili. Anche una semplice e banale conversazione può servire allo scopo. È difficile, se non impossibile, sfuggire al reciproco riconoscimento delle appartenenze. Perché non parlare è segno di ostilità o estraneità, e parlare comporta rivelare le proprie appartenenze.

A che serve conversare

Ci sono persone per cui conversare serve solo a confermare la loro appartenenza a certi contesti sociali, e ad ottenere riconoscimenti e rassicurazioni in tal senso. Esse sono incapaci di condurre un dialogo creativo o costruttivo in senso filosofico.

In altre parole la maggior parte della gente ha bisogno di conversare solo per essere rassicurata nelle proprie appartenenze e dignità sociali.

Perché facciamo ciò che facciamo

Quasi tutto ciò che facciamo, ad eccezione della soddisfazione dei bisogni fisici, lo facciamo per confermare la nostra appartenenza, o essere accettati o riconosciuti come degni appartenenti a qualche gruppo o categoria sociale.

Questo ci è necessario per poter interagire con vantaggio con altri esseri umani, perché ogni interazione presuppone certe appartenenze a certi gruppi o categorie.

Il bisogno di dignità e la asocialità del non fare nulla

Esiste un bisogno, che io chiamo "di dignità", che è molto più diffuso e ponente di quanto possiamo immaginare, dato che agisce per lo più inconsciamente. Ho infatti il sospetto che quasi tutto ciò che facciamo (ad eccezione della soddisfazione di bisogni fisici) lo facciamo per ottenere o confermare una dignità sociale, ovvero un'appartenenza a qualche gruppo o categoria sociale accettato e rispettato dalla società, ovvero un'identità sociale accettabile.

Non solo in ognuno di noi agisce un'autocensura che ci impedisce di fare cose socialmente inaccettabili o mal viste, ma anche una sorta di senso del dovere che ci spinge a fare cose che hanno un valore rituale, significativo dell'appartenenza a certi gruppi o categorie sociali. Infatti, il non fare nulla, a meno che non si tratti di riposo, è considerato un comportamento asociale.

2017/06/14

Il demone della dignità

Il demone della dignità è sempre all'opera, anche quando siamo soli. E' come se un essere umano non fosse mai solo, come se fosse sempre tenuto a rispondere agli altri delle sue scelte, compreso il modo in cui passa il suo tempo libero, compreso ciò che fa in solitudine. Perché tutto ciò che facciamo contribuisce a definire la nostra personalità, la nostra immagine sociale, dalla quale dipende la nostra accettabilità e rispettabilità da parte degli altri.


2017/06/07

Il dilemma fondamentale

Questo è il dilemma: obbedire ai miei demoni e fare ciò che mi va di fare senza chiedermi se sia giusto, oppure disobbedire loro, indagare la loro salute e fare qualcosa per migliorarla?

2017/06/06

Conoscenza del particolare e ignoranza del generale

Che senso ha discutere di aspetti particolari della natura umana se non c'è il minimo accordo sui suoi aspetti generali, né tra gli accademici, né tra la gente comune? E' come se uno che non ha mai visto altro che il suo paesello volesse parlare di geografia.

I nostri demoni

I nostri demoni
si amano e odiano
attraggono e respingono
inseguono e perseguitano.
Riusciremo a educarli
a comprendersi?

What Facebook is doing to your brain is kind of shocking

2017/06/04

2017/06/02

Aspettative reciproche

Cosa mi aspetto dagli altri? Cosa gli altri si aspettano da me? Rispondo in modo generico dicendo che io mi aspetto che gli altri mi aiutino a soddisfare i miei bisogni o mi impediscano di soddisfarli, e che lo stesso vale per gli altri nei miei confronti. Infatti ogni essere umano ha la capacità di aiutare o ostacolare gli altri nella ricerca della soddisfazione dei propri bisogni.

Il problema è che una stessa persona può aiutarmi a soddisfare certi bisogni e ostacolarmi nella soddisfazione di altri, e inoltre in un dato momento può aiutarmi a soddisfare certi bisogni e in una altro momento ostacolarmi nella soddisfazione degli stessi.

Questo causa una indecisione sulla convenienza o meno di stabilire dei rapporti con certe persone, dato che non esistono garanzie sul loro comportamento nei nostri confronti.


2017/06/01

Tecnologia e motivazioni

La tecnologia ha eliminato tanti bisogni, troppi, al punto che oggi siamo a corto di motivazioni.

Bisogno e paura di pressioni sociali

Nel repertorio dei bisogni umani, ritengo opportuno aggiungere un "bisogno di pressioni sociali" intendendo per "pressioni" sia quelle fisiche (abbracci, carezze, tenerezze, massaggi ecc.) di cui i bambini, specialmente i neonati, hanno tanto bisogno per sviluppare la loro psiche, ma anche le pressioni virtuali o simboliche con cui gli esseri umani interagiscono trasmettendo l'uno all'altro richieste, proposte, inviti, riconoscimenti, promesse, indicazioni, aiuti ecc.

2017/05/31

Comprendere la vita

Ascolta la registrazione vocale

ABSTRACT: Questo articolo presenta la sintesi di una ricerca sulla natura umana incentrata sul concetto di bisogno come motore della vita nei geni, nelle cellule, negli organismi vegetali e animali e nell'Homo Sapiens. Negli animali superiori e nell'uomo il bisogno è visto anche come generatore di sentimenti ed emozioni, piacere e dolore ed è associato all'idea di dèmone come agente autonomo, inconscio e involontario, che concorre con altri dèmoni, spesso in modo conflittuale, a determinare il comportamento e la coscienza dell'individuo. 

Il tema di questo articolo è la comprensione della vita in generale, e di quella umana in particolare, laddove comprendere è diverso da conoscere, in quanto comprendere un fenomeno significa viverlo, cioè parteciparvi, e non solo razionalmente ma soprattutto emotivamente, mentre per conoscerlo ci si può limitare a osservarne le manifestazioni. Per esempio, non si può comprendere l'amore se non si ama, mentre lo si può conoscere anche senza amare, basandosi sulle sue descrizioni e rappresentazioni.

2017/05/30

Sulla speranza

La speranza è la previsione che uno o più bisogni verranno soddisfatti con certezza o con una certa probabilità entro un certo tempo.

La speranza è fonte di gioia o piacere, anche se l'evento sperato non si avvererà nei tempi previsti.

La speranza è indispensabile per motivare il soggetto ad agire per il raggiungimento di quanto sperato. In altre parole, chi non spera nel successo di un progetto, non si impegna per il raggiungimento del successo stesso.

Negoziazione sui bisogni

E' sorprendente che gli esseri umani, nonostante l'importanza dei loro bisogni e il fatto che questi possono essere soddisfatti solo grazie alla cooperazione tra individui, essi non abbiano l'abitudine né la capacità di negoziare personalmente la soddisfazione dei bisogni stessi attraverso accordi di collaborazione tra le persone interessate.

Tale incapacità è dovuta soprattutto all'ignoranza dei propri bisogni e all'illusione che gli altri possano conoscerli senza che noi li dichiariamo, come se gli altri avessero bisogni identici ai nostri o fossero tanto sensibili da intuirli.

E' dunque fantascienza o utopia immaginare che due persone dialoghino allo scopo di esprimere reciprocamente i propri bisogni e ciò che vorrebbero l'una dall'altra, per soddisfarli.

Bisogno di soddisfare bisogni

Ho bisogno di conoscere, comprendere, migliorare e soddisfare i miei bisogni e quelli altrui. Perché tutti hanno bisogno di soddisfare i loro bisogni.

Interazione Alfa/Beta/Gamma

Quando due persone interagiscono, l'interazione può essere di vario tipo per quanto riguarda i ruoli che ciascuna di esse assume per sé e per l'altra. Un paradigma semplificato dei tipi di interazione (dal punto di vista di una delle parti) è il seguente:
  • interazione alfa: si ha quando un soggetto tratta l'altro come servitore, seguace o allievo ponendosi come suo dominatore, leader o maestro.
  • interazione beta: si ha quando un soggetto tratta l'altro come collaboratore pari.
  • interazione gamma: si ha quando un soggetto tratta l'altro come dominatore, leader o maestro, ponendosi come suo servitore, seguace o allievo
L'interazione può essere:
  • consensuale, se ciascuna parte accetta il ruolo alfa, beta o gamma che l'altra vorrebbe assegnargli; per esempio, A interagisce in modalità alfa e B in modalità gamma (o viceversa), oppure entrambi in modalità beta;
  • conflittuale, se una o entrambi le parti rifiutano il ruolo alfa, beta o gamma che l'altra vorrebbe assegnargli; per esempio, A e B interagiscono entrambi in modalità alfa, oppure entrambi in modalità beta, oppure uno in modo alfa e l'altro beta o viceversa, oppure uno in modo gamma e l'altro beta o viceversa.
Nelle culture occidentali contemporanee, normalmente l'assunzione e l'attribuzione di ruoli alfa, beta o gamma avviene in modo implicito e spesso inconscio. E' raro, infatti, che due persone negozino esplicitamente i rispettivi ruoli, anche perché l'ideale dell'uguaglianza, o egualitarismo, tende a negare le differenze di capacità tra gli uomini e a disprezzare i rapporti asimmetrici anche quando l'asimmetria è temporanea, variabile e scambievole.

2017/05/29

Piccoli e grandi uomini

I grandi uomini sono grandi dominatori e grandi servitori, i piccoli uomini piccoli dominatori e piccoli servitori.

2017/05/28

Creazione di bisogni

L'Uomo è un creatore di bisogni, per sé e per gli altri.

2017/05/27

Problemi generali e particolari

La gente, incapace di affrontare i problemi generali dell'umanità, si occupa di quelli particolari.

2017/05/26

Bisogno di bisogni

L'Uomo ha bisogno di bisogni, perché senza bisogni da soddisfare non c'è piacere né dolore, né emozioni né sentimenti, né valori, né morale, né motivazioni.

La vita, per mantenersi e riprodursi, ha bisogno di bisogni.

2017/05/25

A proposito di post-verità e fake news

"Le masse non hanno mai conosciuto la sete della verità. Hanno bisogno di illusioni e a queste non possono rinunciare. L’irreale ha costantemente in esse la precedenza sul reale, soggiacciono all’influsso di ciò che non è vero quasi altrettanto che a quello di ciò che è vero. Hanno l’evidente tendenza a non fare alcuna distinzione tra i due." [S. Freud]

2017/05/24

Intelligenza emotiva

L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere e conciliare i bisogni propri e quelli altrui.

2017/05/23

Bisogni e vita

Un essere umano è costituito dai suoi bisogni. L'Uomo, inteso come corpo e mente, si costruisce sui suoi bisogni, da essi, con essi e per essi. La vita è fondata sui bisogni. I bisogni non sono un aspetto della vita, sono l'origine e i motori della vita.

Il peccato di studiare la natura umana

Da un punto di vista religioso, studiare scientificamente la natura umana è un peccato contro la religione stessa, la quale si arroga il diritto e il dovere di stabilire chi abbia creato l'uomo, con quali fini e quali capacità. Lo studio della natura umana è dunque una dimostrazione di mancanza di fede e/o di sfiducia nella religione, nel suo dio e nei suoi sacerdoti. Ciò vale a meno che la natura umana venga studiata nel rispetto e in coerenza con le sacre scritture, ovvero sia solo un approfondimento, una spiegazione o addirittura una conferma (e mai un'alternativa), rispetto a quanto stabilito nei testi sacri.

Questa connotazione "peccaminosa" dello studio della natura umana, ha avuto conseguenze nefaste per lo sviluppo culturale dell'umanità ed è ancora molto diffuso, anche in ambienti non religiosi, laddove la conoscenza della natura umana, sottratta al monopolio intellettuale religioso, è affidata al sapere popolare, che pochi osano sfidare.

Non spiegazioni, non risposte, non soluzioni

Senza accorgercene, accettiamo come spiegazione ciò che non spiega, come risposta ciò che non risponde, come soluzione ciò che non risolve. Se non vogliamo essere ingannati, dobbiamo rifiutare ciò che non è quello che afferma di essere.

2017/05/22

Chi ha bisogno della tecnologia?

L'Uomo non ha bisogno di tecnologia, ha bisogno di certe cose che, in certi casi, possono essere ottenute più facilmente con l'aiuto di una tecnologia. Se la tecnologia diventa fine a se stessa e si dimenticano i bisogni che la tecnologia dovrebbe aiutarci a soddisfare, allora la società è malata.

L'esplorazione dei mondi altrui

Ogni essere umano è un sistema facente parte di un sistema di sistemi, ovvero un microcosmo in continua interazione simbiotica con altri microcosmi, quali gli altri umani.

L'individuo è dunque un mondo, o ha in sé un mondo, il "suo" mondo, che può essere più o meno simile ai mondi altrui. Le differenze dipendono dai corredi genetici, dalle esperienze personali e dal caso.

Politica e metapolitica

La politica consiste nello stabilire e far rispettare divieti e obblighi, nel redistribuire poteri e ricchezze, e nel fare guerre e accordi con altri paesi. Tutte queste cose hanno impatti diretti e indiretti sui bisogni e gli interessi delle persone, impatti spesso conflittuali in quanto il favorire gli interessi di certe persone equivale a sfavore gli interessi di certe altre. La politica è dunque, o dovrebbe essere, soprattutto gestione degli interessi e dei conflitti d'interesse tra persone reali.

Tra gli interessi delle persone reali ci sono prima di tutti gli interessi personali dei politici di professione, che spesso prevalgono sugli interessi delle persone governate.

E' bene quindi non dimenticare mai che le scelte e le proposte dei politici servono a soddisfare i propri interessi personali prima che quelli dei cittadini, interessi che consistono essenzialmente nella conquista, mantenimento e accrescimento del potere personale.

D'altra parte, per ottenere il voto del maggior numero possibile di persone, i politici debbono promettere la soddisfazione degli interessi degli elettori, e siccome gli interessi delle persone sono normalmente conflittuali, i politici debbono scegliere una o più categorie di persone da favorire a danno delle altre, e idee politiche coerenti con la loro scelta di campo.

Per questo motivo la politica è essenzialmente una guerra tra interessi contrapposti, a cominciare dagli interessi personali degli stessi politici.

2017/05/19

Dalla testa al cuore

Ciò che oggi è nel cuore all'inizio era nella testa. Ciò che oggi è inconscio all'inizio era conscio. È l'abitudine che rende spontanee, involontarie, acritiche, inconsce cose che inizialmente erano forzate, volontarie, critiche e consapevoli.

Interazioni immaginarie

Una delle cose che rendono la vita umana straordinaria rispetto a quella degli altri animali è la capacità di immaginare interazioni, ovvero di simularle nella propria mente. L'Uomo vive infatti, oltre una vita reale, una vita immaginaria che, quasi come quella reale, può essere fonte di piaceri e dolori.

2017/05/18

Metainterazioni future

Ci sono persone con cui sicuramente interagirò, per esempio mia moglie e i miei figli, gli amici miei e di mia moglie. Altre persone che ancora non conosco.

Come mi presenterò a tutte queste persone? Cosa offrirò e chiederò loro? Cosa proporrò di fare insieme? Cosa mostrerò e cosa nasconderò loro? Quali strategie adotterò? Cosa sarò disposto ad accettare di loro?

E gli altri, come si presenteranno a me? Cosa mi offriranno e chiederanno? Cosa mi proporranno di fare insieme? Cosa mi mostreranno e mi nasconderanno? Quali strategie adotteranno? Cosa saranno disposti ad accettare di me?

Ho la sensazione di aver fatto un'importante salto di qualità nel mio sviluppo intellettuale. Ho capito che solo ciò che può essere speso o utilizzato nelle interazioni con gli altri ha valore. Non esistono valori intrinseci ad eccezione dei mezzi di sopravvivenza, che valgono anche per gli altri animali. I valori umani sono sempre e soltanto sociali.

Sui valori umani

Solo ciò che può essere speso o utilizzato nelle interazioni con gli altri ha valore. Non esistono valori intrinseci ad eccezione dei mezzi di sopravvivenza, che valgono anche per gli altri animali. I valori umani sono sempre e soltanto sociali.

Una vita migliore

Posso sperare che la mia vita sia migliore di quella di miliardi di altre persone del passato o del presente? A parte la fortuna (e le ingiustizie che da essa dipendono), cosa potrebbe rendere la mia vita migliore (ovvero più piacevole da vivere) di tante altre?

Metanalisi

La Metanalisi di un comportamento o fenomeno umano (particolare o generale) è un'indagine razionale ed emotiva che mira alla comprensione del comportamento o fenomeno stesso, cioè alla comprensione dei motivi, ovvero dei bisogni, che danno luogo ad esso e delle circostanze in cui tali bisogni si attivano o disattivano, vengono soddisfatti o frustrati e danno come conseguenza luogo a piaceri e dolori, servire e fruire.

Nella Metanalisi si ricercano dunque i bisogni, i loro attivatori e inibitori, i piaceri, i dolori, il servire e il fruire rispetto ai bisogni dei soggetti considerati e dei loro interattori. In altre parole, la Metanalisi di un fenomeno umano cerca di rispondere alla domanda: perché esso avviene? Per quali cause e fini? Laddove le cause sono sempre dei bisogni e i fini la loro soddisfazione.

La Metanalisi studia, tra l'altro, le percezioni che i protagonisti di un fenomeno umano hanno del fenomeno stesso, le analisi che essi ne fanno, la logica che ad esso applicano e le associazioni cognitivo emotive con cui lo affrontano.

Per una estrema semplificazione della metanalisi basterebbe immaginare per ogni essere umano, due liste: una dei suoi bisogni soddisfatti e una di quelli insoddisfatti e cercare di riempire tali liste osservando il comportamento della persona esaminata.

La metanalisi può essere sincrona (cioè fatta durante l'interazione con una persona che si vuole metanalizzare) o asincrona (cioè fatta senza la presenza della persona oggetto della metanalisi).

Fare Metanalisi sincrona è molto difficile, almeno inizialmente, perché riduce la spontaneità dell'interazione, ma vale la pena di imparare a farla. È durante l'interazione che essa è più utile, in quanto può dirigere in modo ottimale il corso dell'interazione stessa.

La Metanalisi all'inizio è asincrona, poi sincrona forzata, poi sincrona spontanea. Chi vuole un certo tempo ed esercizio per posare da una fase all'altra.

Cose e metacose

Per ogni cosa che esiste o accade ci può essere la corrispondente metacosa, ovvero il pensiero, la riflessione, la discussione, l'indagine, la critica, lo studio, la descrizione, la ricerca di fine e di senso ecc. della cosa stessa. Così, per ogni gioco ci può essere un metagioco, per ogni vita una metavita, per ogni uomo un metauomo, Insomma per il mondo un metamondo.

2017/05/17

Intellettuali e muscolari

Le persone si possono classificare secondo un continuum e un miscuglio ai cui estremi ci sono l'intellettuale e il muscolare. Il primo preferisce scommettere sulla capacità e la bellezza dell'intelligenza, il secondo sulla forza e la bellezza fisica.

Benvenute le opposizioni

Sarei preoccupato se nessuno rifiutasse o criticasse ciò che dico. Potrebbe significare che sono incomprensibile, che dico delle banalità o che ciò che dico è talmente ovvio, inutile, stupido, astruso o assurdo che non merita di essere preso in considerazione né discusso. Siccome cerco di concepire idee contrarie o al di fuori del senso comune, una certa opposizione o accusa di arroganza è per me segno di riuscita.

2017/05/16

A chi interessano i pensieri altrui?

A nessuno interessano i pensieri, progetti, bisogni, desideri, sentimenti, ragionamenti di un altro, a meno che essi non siano affini o favorevoli ai propri o costituiscano una minaccia rispetto ad essi.

L'uomo è un animale ammaestrabile

Una delle caratteristiche più importanti della natura umana è la capacità dell'Uomo di essere ammaestrato, in modo spesso irreversibile, a credere, apprezzare o disprezzare certe cose. L'Uomo è un animale ammaestrabile.

2017/05/15

Bisogno, piacere e dolore

Il piacere è la soddisfazione di un bisogno. Senza bisogno, niente piacere. La stessa logica vale per il dolore, che è la frustrazione di un bisogno. Perciò senza bisogno, niente dolore.

2017/05/14

Perché non riusciamo a risolvere i problemi sociali

Secondo me, per poter concepire soluzioni ai problemi sociali (compresi quelli politici ed economici) bisogna avere una concezione realistica della natura umana. Se la gente non riesce a condividere idee politiche ed etiche e a lavorare insieme per la soluzione dei problemi sociali, il motivo, secondo me, è che le persone hanno idee troppo diverse sulla natura umana, o anche simili, ma sostanzialmente errate o insufficienti. Questo, secondo me, è il vero problema da risolvere: riuscire a condividere una visione realistica e abbastanza completa della natura umana, soprattutto in senso psicologico. Se non si risolve prima questo problema, non si risolvono gli altri, se non lentamente, aleatoriamente, e tra una catastrofe e l'altra, come è avvenuto finora.

2017/05/12

Amore e servizio

Per me l'amore è bisogno (conscio o inconscio) di servire (dare, cedere, assecondare, essere utile, obbedire, appartenere, seguire, imparare, aiutare, nutrire, far godere l'altro) e farsi servire (ricevere, prendere, dominare, utilizzare, comandare, possedere, guidare, insegnare, farsi aiutare, farsi nutrire, godere dell'altro) in modo reciproco tra gli amanti. Se manca la reciprocità, vale a dire se uno serve e l'altro no, l'amore svanisce. Questa reciprocità, che può essere più o meno equilibrata, può variare nel tempo col variare delle condizioni e con il crescere e modificarsi delle personalità.

La comunità perfetta (e felice)

La comunità perfetta (e felice) è quella in cui ogni membro serve (a) gli altri.

2017/05/10

Bisogno di sottomissione e obbedienza

La religione è la fenomenologia di un pervasivo bisogno (conscio o inconscio) di sottomissione e obbedienza, sia passive che attive, vale a dire bisogno di sottomettersi e di sottomettere, di obbedire e di farsi obbedire, di rispettare un'autorità e di farsi rispettare come tale, di servire e di farsi servire. Lo stesso si può dire del servizio militare, del conformismo, della morale e dell'appartenenza, integrazione e interazione sociale in generale. La natura umana è fortemente caratterizzata da questo bisogno, ma anche da quello opposto, cioè di liberarsi da tale stesso bisogno, o almeno di negarlo. Questo bisogno di libertà è tuttavia molto più raro, volatile e difficile da soddisfare, e spesso illusorio. È un fatto di cui ogni scienza umana dovrebbe tenere contro per essere applicata con successo alla politica, all'economia e alla psicoterapia.

2017/05/09

Metapsicologia, metabisogni e metamotivazioni

La metapsicologia è un tipo di psicologia che si occupa delle motivazioni (specialmente quelle inconsce) per cui certe persone si occupano di psicologia come professionisti o come utenti. Chi si occupa di psicologia dovrebbe occuparsi anche di metapsicologia, per limitare le lacune, i bias e gli errori cognitivi dovuti alle proprie motivazioni consce o inconsce riguardanti la psicologia stessa.

Per metabisogni e metamotivazioni intendo bisogni e motivazioni che riguardano bisogni e motivazioni propri e altrui, e che includono a rilevarli, capirli analizzarli, giudicarli, modificarli, causarli, crearli, indurli, stimolarli, accentuarli, alleviarli, reprimerli, nasconderli, fingerli, mistificarli, negarli ecc. in certi modi, per ottenere dei vantaggi.

Differenza tra bisogno e motivazione: Il bisogno è una necessità che se non viene soddisfatta provoca disturbi, malattie o morte; la motivazione è il meccanismo mentale mediante il quale il bisogno cerca di ottenere la sua soddisfazione.

Pensiero semplice e pensiero complesso

La maggior master degli esseri umano pensano in modo semplice, fatto soprattutto di equazioni (cioè a=b sempre e comunque) soprattutto per quanto riguarda l'uomo stesso.

Noi tendiamo infatti a pensare "semplicemente" che ogni essere umano agisca come un agente unico e indivisibile (l'individuo) il cui comportamento è determinato dalla propria coscienza e volontà, la quale dipende da certi aspetti persistenti che chiamiamo carattere, temperamento, personalità, esperienze, cultura, visione del mondo, disturbi mentali ecc.

La realtà è molto più complessa. L'essere umano è un microcosmo, un sistema di sistemi il cui comportamento non dipende da un centro di comando unico, ma dall'interazione di diversi centri di comando, che io chiamo demoni, uno dei quali è la volontà cosciente, che si illude di avere autorità su tutti gli altri mentre ne subisce normalmente e inconsapevolmente le volontà.

Cosa non potrei fare

Non riesco ad immaginare che io possa fare qualcosa che mi renda disumano, spaventoso o odioso alle persone di cui ho bisogno o che stimo. Il super io me lo impedisce anche quando sono solo e nessuno mi vede. È come se io non potessi tenere nascosto nulla di ciò che faccio, e persino di ciò che penso.

I miei prossimi incontri

Chi incontrerò, con chi interagirò, come interagirò, cosa racconterò a quelle persone, cosa nasconderò loro? Tutto quello che faccio o penso in questo momento è una preparazione ai miei prossimi incontri con gli
altri. Tutto ciò è facilmente spiegabile con la teoria dei bisogni. Visto che ho bisogno degli altri, cerco di avere la loro benevolenza e per questo evito di fare qualunque cosa possa loro dispiacere.

2017/05/08

Libero arbitrio e motivazioni involontarie

Il libero arbitrio consiste, secondo me, nel potere di scegliere a quali bisogni propri e/o altrui obbedire, ovvero quali forze della natura servire e quali respingere. Qualsiasi azione al di fuori di questa definizione sarebbe insensata, assurda, pazza, mortifera, oltre che inutile. In altre parole, il libero arbitro è la libertà di scegliersi un padrone in ogni momento e cambiarlo quando sentiamo il bisogno di farlo. Unica eccezione è la scelta casuale, ovvero affidarsi ad un meccanismo aleatorio come il lancio di un dado per prendere decisioni associate ai diversi numeri.

Si potrebbe obiettare che siamo in grado di sceglier di fare ciò che ci piace e di rifiutare ciò che ci dispiace, ma ciò equivale a obbedire a quelle complesse forze della natura che decidono per noi ciò che deve piacerci e ciò che non deve. Il nostro io cosciente non può deciderlo, può solo, nel migliore dei casi, essere consapevole delle decisioni che forze interiori inconsce (che io chiamo "demoni" o "motivazioni involontarie", prendono in ogni momento per la nostra persona, e decidere quali assecondare e a quali resistere. Tuttavia anche tale decisione è illusoria, cioè non è libera, in quanto finiamo sempre per scegliere di assecondare i demoni più potenti.

2017/05/07

Metafisica inconfutabile

Dio non ha creato il mondo, Dio è il mondo e noi siamo sue parti in continua trasformazione e interazione secondo certe leggi. E il nulla non esiste, è solo la somma algebrica uguale a zero di materia e antimateria, tempo e antitempo, spazio e antispazio, energia e antienergia. Nessuno può dimostrare che ciò non sia vero, anche se affermazioni diverse possono essere ugualmente vere. Nessuno può confutare le metafisiche perché esse si pongono al di là della fisica e quindi della scienza e della ragione. E' questa la forza e la bellezza di ogni metafisica, anche di quelle più astruse, assurde e pericolose.

2017/05/06

Le sei dimensioni della realtà

Secondo me, tutto ciò che esiste (cioè è reale) si manifesta attraverso le seguenti sei dimensioni (o grandezze):
  • Spazio
  • Tempo
  • Energia
  • Materia
  • Informazione
  • Sentimento
Queste dimensioni sono interdipendenti. Infatti:
  • Lo spazio può essere definito solo in relazione al tempo e al movimento (cioè all'energia)
  • Il tempo può essere definito solo in relazione allo spazio e al movimento (cioè all'energia)
  • L'energia e la materia (o massa) possono trasformarsi l'uno nell'altro nel tempo e nello spazio. Senza spazio o senza tempo non ci potrebbero essere energia né materia né movimento.
  • L'informazione è l'essenza del DNA, che regola le varie forme di vita. La sua riproduzione è oggetto della vita, e la sua elaborazione oggetto dell'attività mentale conscia e inconscia e quindi dell'intelligenza sia della specie che dell'individuo. Senza informazione nessuna forma di vita sarebbe possibile, nessuna percezione dello spazio, del tempo o dell'energia e nessuna coscienza, idea, ragione o cognizione.
  • Il sentimento include i bisogni e il piacere e il dolore derivati dalla soddisfazione e insoddisfazione dei bisogni stessi. Esso ha un ruolo essenziale nella vita degli esseri dotati di sentimenti, come l'Uomo e gli animali superiori, nel senso che tali esseri non potrebbero vivere se privati della capacità di provare sentimenti, se non in uno vegetativo. Questi consistono essenzialmente in attrazione e repulsione verso qualcosa definito, elaborato o percepito informaticamente (istintivamente o culturalmente).
  • Qualunque cosa, anche una che non sono in sé portatrice di informazioni o sentimenti (come la materia e un oggetto non vivente), nel momento in cui viene percepita e/o interagita da un essere vivente, produce in esso informazioni e sentimenti. In particolare, qualunque cosa di cui un essere umano percepisce l'esistenza viene rappresentata nella propria mappa cognitivo-emotiva in relazione ad altri oggetti mentali preesistenti e determina le modalità di interazione con la cosa stessa.

2017/05/01

Il dovere di Homo Sapiens

Finché avrò vita farò il mio dovere di Homo Sapiens, che comprende innanzitutto la ricerca della migliore conoscenza della natura di tale dovere.

Attivazione volontaria di demoni

Un demone può essere attivato volontariamente, ma la sua disattivazione è sempre involontaria.
Uno può decidere di attivare un certo demone volgendo il suo sguardo e/ pensiero a immagini o simboli (comprese le parole) che lo "evocano". Ma per farlo deve venirgli in mente di farlo, gli deve esse suggerito da qualcuno o qualcosa, come un libro, una foto, un film, un computer, una parola o frase, tutte cose che possono essere considerate "stimolatori di demoni".

2017/04/30

Violenza di un'idea: Chi non è con me è contro di me

Una delle idee più violente da sempre in circolazione è quella espressa da Gesù quando dice "Chi non è con me è contro di me" (Vangeli di Luca 11,14-23 e Matteo 12,30-40).

Questa idea è talmente diffusa (consciamente o inconsciamente), anche al di fuori dei contesti religiosi, che mi chiedo se non sia scritta nel DNA dell'Homo Sapiens. Secondo me essa è corresponsabile del perdurare dell'ignoranza, delle guerre e dell'incomprensione in ogni popolazione.

2017/04/29

Teatro, cinema, romanzo, poesia, arte, musica e bisogni umani

Il teatro, il cinema, il romanzo, la poesia, l'arte, la musica, consistono nella rappresentazione dei bisogni umani e dei sentimenti causati dalla loro soddisfazione e frustrazione.

Le uniche certezze

L'unica certezza è che nulla è certo tranne l'esistenza del piacere e del dolore e la nostra maggiore o minore capacità di procurarli a noi stessi e agli altri.

2017/04/28

Riflessioni sui demoni

Qualunque cosa vediamo o ascoltiamo stimola e attiva certi nostri demoni, li sveglia e promette loro qualcosa, così da suscitare il piacere o il dolore delle relative aspettative.

Ognuno ha una certa capacità e la responsabilità di scegliere quali demoni (propri e altrui) stimolare.

Ognuno dovrebbe scrivere il libro dei propri demoni e scegliere in ogni momento le pagine da sfogliare.

I demoni possono essere attivati singolarmente o pluralmente. Cioè è possibile, e può essere utile, attivare più demoni simultaneamente.

L'attivazione di un solo demone determina la disattivazione e/o frustrazione di tutti gli altri. Perciò è utile attivare simultaneamente tutti i bisogni che possono esserci utili.

L'Uomo e i suoi demoni

L'uomo è comandato dai propri demoni. Il suo io è un osservatore passivo del proprio comportamento, se ne ignora le cause, cioè l'attività dei demoni. Questi si contendono il controllo della persona in un conflitto permanente. Se invece l'io è consapevole dei suoi demoni, allora può intervenire nel conflitto stimolando quei demoni che sono stati messi a tacere o rimossi da quelli più prepotenti. Per stimolare un certo demone occorre vedere o immaginare una parola, simbolo o immagine ad esso associati.

La rivoluzione del pensiero

Dobbiamo smetterla di pensare come se fossimo noi i padroni del nostro comportamento. I padroni sono i nostri demoni. Quello che possiamo fare per contrastare la dittatura dei nostri demoni è stimolare quelli che preferiamo, attraverso il pensiero, cioè pensando ad essi o guardando o ascoltando cose che li evocano.

2017/04/23

Punti di vista

Dovremmo smetterla di vedere le cose solo dal nostro punto di vista e cominciare a vederle anche dai punti di vista altrui, dopo aver capito che ce n'è almeno uno per ogni essere vivente.

Riflessioni sul potere

Che l'Uomo sia sempre alla ricerca di maggior potere nelle sue varie forme è sotto gli occhi di tutti. Mi riferisco al potere politico, economico, religioso, a status, abilità, conoscenza, competitività, prestigio, prevalenza, prelazione ecc. in ogni campo dove un aumento è possibile. Ciò non vuol dire che chi cerca di aumentare il suo potere rispetto al prossimo non sia al tempo stesso incline ad aiutarlo, a dedicarsi ad esso e anche a sacrificarsi per esso. Infatti competizione e cooperazione sono normalmente congiunte.

Promesse

Ogni essere umano, in persona o attraverso le sue opere e i suoi prodotti, promette agli altri di soddisfare (o frustrare) uno o più bisogni, Cosa promette un film, un libro, una canzone, una poesia, uno spettacolo, un viaggio? Vita, comunione, bellezza, libertà, potere, partecipazione, assoluzione, appartenenza, empowerment, fascinazione, piacere, guarigione ecc.

Chi si preoccupa del benessere della gente?

Vorremmo che gli altri si preoccupassero del nostro benessere, ma noi ci preoccupiamo del loro?

2017/04/22

La fallacia della maggioranza degli umani

La maggior parte degli esseri umani ancora oggi crede in cose in cui la maggior parte degli esseri umani non crede. Per esempio le religioni. Infatti ognuno è credente e miscredente a seconda dei punti di vista e la maggior parte degli esseri umani è in errore dato che il numero di persone che credono alla stessa religione non supera il 50% della popolazione della Terra.

2017/04/21

Amore = bisogno

Amare qualcosa significa averne bisogno. Per esempio io amo mangiare e infatti ho bisogno di mangiare. Tuttavia posso scegliere diverse forme di cibo. Altro esempio: se io amo una donna vuol dire che ho bisogno di una donna, ma non di una particolare donna e solo di essa. Infatti, se non posso avere una particolare donna, ne posso trovare un'altra che può soddisfare tale bisogno. L'amore irriducibilmente esclusivo è un disturbo mentale, come, ad esempio, nel caso di uno che ama mangiare solo caviale e non tollera qualsiasi altro cibo.

Attenzione, però: bisogno non significa solo desiderio o necessità di avere, possedere o dominare. Esiste anche il bisogno di appartenere, dare, servire, nutrire, proteggere, aiutare, ammirare, scoprire, esplorare, conoscere, giocare, costruire, creare ecc.

2017/04/17

Poesie di Trilussa

Li nummeri

Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero –
- ma tu che vali? Gnente: propio gnente
sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.

2017/04/16

A proposito di buona Pasqua

Riflessione in occasione di una festa in cui molti si scambiano auguri di bontà a tempo determinato. Voler bene al prossimo sarebbe forse la soluzione di tutti i mali della società. Peccato che il voler bene, contrariamente a quanto dice il nome, non sia un fenomeno volontario. Infatti non è l'io che vuole bene o male al prossimo, ma l'inconscio. Non è facile capire con quali criteri l'inconscio decide di voler più o meno bene o male ad una persona, ed è ancora più difficile convincerlo a voler bene a chi non vuole (secondo me).

If Brains are Computers, Who Designs the Software? With Daniel Dennett

Chi la sa più lunga?

Ognuno cerca di dimostrare di saperla più lunga del prossimo perché la "lunghezza" del sapere è un parametro che contribuisce a determinare lo status, ovvero il prestigio, potere o posizione gerarchica di una persona nella comunità. In ogni dimostrazione di sapere c'è dunque un conflitto di interessi tra l'esigenza di verità e quella di dimostrare che la propria verità sia più vera di quella del prossimo, ovvero che la verità del prossimo sia meno vera della propria. A causa di tale conflitto l'interesse a capire la verità del prossimo è superato dall'interesse a dimostrarne la non verità. Risultato è che tendiamo a cercare difetti anziché pregi nel pensiero altrui (a meno che il pensiero altrui non corrisponda perfettamente al proprio e perciò lo confermi). A tale scopo tendiamo ad attribuire al pensiero altrui caratteristiche e proprietà negative che esso non ha, cosa facilitata dal fatto che non facciamo abbastanza sforzi per capirlo.

Il piacere della bellezza

Piace ciò che è bello o è bello ciò che piace? Sono vere entrambe le cose perché il piacere è dato dalla soddisfazione di un bisogno, e la bellezza è un bisogno umano. Pertanto proviamo normalmente un piacere quando percepiamo la bellezza in una delle sue varie forme e manifestazioni, attraverso i nostri sensi. Bellezza di corpi, immagini, suoni, parole, odori, sapori, sensazioni tattili, carezze, massaggi, movimenti, leggerezza, comodità, temperatura, salute, orgasmo. Ma anche bellezza di pensieri, idee, storie, racconti, ricordi.

Tuttavia il bisogno di bellezza e la sensibilità alla bellezza hanno intensità diverse da persona a persona e possono venir meno quando altri bisogni non sono soddisfatti.

La bellezza incanta, affascina, conforta e consola. E' fonte di gioie e piaceri ed ha perciò un valore sia per l'individuo che come oggetto di condivisione sociale. Per questo può costituire oggetto di dono o commercio.

I produttori di bellezza sono gli artisti, i poeti, gli scrittori, gli artigiani, gli architetti, i designer, ma anche le persone che arredano la propria casa, che curano il proprio giardino, che apparecchiano la tavola, che scelgono come vestirsi, pettinarsi, truccarsi, che cercano di fare un bel lavoro.

Vedi anche Bello vs. buono, Bellezza e potere, Sulla bellezzaBellezza e competizione, Ingiustizia nella distribuzione della bellezza, La musica come strumento di potere, L'arte come strumento di soggezione, La bellezza, la bruttezza, il bene, il male.




2017/04/15

Wie Tiere fühlen

Autodistruzioni e autorimozioni

Così come l'organismo distrugge i neuroni inutilizzati, la psiche rimuove i bisogni la cui continua frustrazione è eccessivamente dolorosa.

Ciliegi in fiore (haiku di Kobayashi Issa)

Ciliegi in fiore sul far della sera
anche quest'oggi
è diventato ieri.

Kobayashi Issa

2017/04/13

Elezioni e status

Alle elezioni il cittadino vota il candidato che gli promette uno status più alto. Siccome l'aumento di status di una persona corrisponde alla diminuzione di status di almeno un'altra, è difficile che un candidato abbia più della metà dei voti, a meno che non sia così furbo da far credere a più della metà dei cittadini che votando per lui il loro status aumenterà.

2017/04/11

Metodo per capire il senso di ogni comportamento umano

Qualsiasi cosa facciamo, pensiamo, cerchiamo, diciamo ecc. è parte di una strategia o tattica (conscia o inconscia) per soddisfare uno o più bisogni innati o acquisiti, i quali possono essere raggruppati nelle seguenti cinque classi:
  • bisogni di salute (integrità fisica, nutrizione, rapporti sessuali, protezione, assenza di dolore, sicurezza economica, riposo, guarigione...) 
  • bisogni di comunità (appartenenza e integrazione sociale, interazione, cooperazione, unione, intimità, riconoscimento del proprio ruolo sociale...)
  • bisogni di bellezza (armonia, pulizia, semplicità, purezza, chiarezza,  fascinazione, incanto...)
  • bisogni di libertà (individuazione, differenziazione, solitudine, spazio, tempo, creazione, esplorazione, fantasia...)
  • bisogni di sapienza (informazioni, conoscenze)
  • bisogni di potenza (prevalenza, posizione gerarchica più alta possibile consentita dalle proprie capacità confrontate con quelle altrui, riconoscimento e accettazione della propria posizione gerarchica da parte degli altri...)



2017/04/08

Per essere simpatici

Per essere simpatici ad una persona bisogna essergli inferiore o nascondergli la nostra consapevolezza della nostra superiorità.

2017/04/07

Chi è in errore?

Quando siamo in disaccordo con qualcuno, abbiamo bisogno di credere che l'altro sia in errore, perché altrimenti saremmo noi a sbagliare, cosa insopportabile e inquietante.

Vivere senza speranze?

Se togliessimo ogni speranza dalla nostra vita saremmo felici di più o di meno? L'Oltreuomo di Nietzsche è colui che è capace di vivere e godere la vita senza ricorrere a speranze di qualsiasi genere.

2017/04/06

Chi detta legge?

Le leggi a cui siamo costretti ad obbedire sono quelle del più forte, più ricco, più furbo, più corrotto, più falso. Non mi riferisco ai codici giuridici, ma al modo in cui le leggi vengono interpretate, applicate e disattese. Uno dei motivi per cui la legge del più saggio non riesce ad imporsi è che sono ancora troppo pochi quelli che la desiderano. Infatti la saggezza inquieta chi ne possiede poca, perché a nessuno piace sentirsi inferiori.

Pensare con la propria testa


Chi ha paura del pensiero critico?

Il pensiero critico è fuori moda, anzi, è di moda considerarlo la causa principale dei mali del mondo, in quanto un'eccessiva razionalità inibirebbe la capacità di amare, l'empatia e il senso della collettività. Secondo me questa idea è un miserabile tentativo di fare di necessità virtù da parte delle persone incapaci di pensiero critico e timorose di essere giudicate nelle proprie (in)capacità intellettuali ed etiche. Non dobbiamo pensare meno, ma pensare meglio, non dobbiamo criticare meno, ma criticare meglio e così facendo la capacità di amare, l'empatia, il senso della collettività ne guadagnerebbero.

2017/04/05

Pensare meno o pensare meglio?

Non pensare è meglio che pensare in modo sbagliato o nocivo, ma pensare in modo più giusto e più utile è meglio che pensare di meno.

Paura della mancanza di senso

L'uomo ha una tale paura della mancanza di senso che tende a dare un senso anche a ciò che non lo ha e, dovendo inventare un senso che non esiste, inventa quello per lui più confortevole. Questa è la forma più diffusa di inganno e autoinganno.

2017/04/04

Cos'è la filosofia

La filosofia è la scienza degli aggettivi: cioè del buono, cattivo, meglio, peggio, giusto, ingiusto, vero, falso, reale, fantastico, bello, brutto, utile, inutile, necessario, superfluo, più importante, meno importante, completo, incompleto, collegato, scollegato, dipendente, indipendente, padrone, servo, passato, attuale, futuro, probabile, improbabile, credibile, incredibile, sensato, assurdo, casuale, ordinato, volontario, involontario, sano, malato ecc.

2017/04/03

Schiavi di madre natura

Siamo tutti schiavi di madre natura che ci fa fare tutto ciò che vuole usando le leve del piacere e del dolore, dell'attrazione e della repulsione. Diventeremo ragionevoli solo nella misura in cui la ragione sarà in grado di procurarci piaceri e cose attraenti. Altrimenti continueremo ad comportarci in modo irrazionale.

Sul cinema italiano



http://www.arte.tv/guide/de/070104-003-A/cinekino-italien

2017/04/01

Per quelli che parlano male della psicologia

Secondo me non ha senso parlare bene o male della psicologia, per il semplice fatto che non esiste una psicologia ma un arcipelago di psicologie che si fanno la guerra e dicono cose a volte contrastanti, come fanno anche le religioni. L'importante (e il difficile) è capire quale sia la psicologia buona per sé. D'altra parte chi parla di psicologia anche per denigrarla o sminuirla si pone esso stesso come psicologo, così come parlare male della filosofia è un modo di filosofare.

L'uomo è un animale mistificatore

Da mattina a sera, e anche mentre dorme e sogna, l'Uomo non fa altro che mistificare, cioè ingannare se stesso e gli altri su tutto ciò che riguarda il bene e il male, l'onore, la reputazione, il prestigio, i valori, la superiorità e l'inferiorità, le gerarchie, il giusto e l'ingiusto, l'utile e l'inutile, l'umano, il bestiale, il mostruoso, il sano e il malato, il bello e il brutto, il sacro e il profano, l'intelligente e lo stupido, il colpevole e l'innocente, il credibile e l'incredibile, il vero e il falso, le cause e gli effetti.

2017/03/30

10 “Spiritual” Things People Do That Are Total Bullshit

http://highexistence.com/10-spiritual-bypassing-things-people-total-bullshit/

Il senso d'ingiustizia degli schiavi volontari

Chi rinuncia alla libertà e al successo trova ingiusto che altri non vi rinuncino. Questo senso di ingiustizia è il risentimento dei pavidi verso i coraggiosi, degli schiavi volontari verso gli spiriti liberi.

Sul voler bene

Voler bene ad una persona significa godere dei suoi successi e della sua libertà, e io voglio bene a chi mi vuol bene.

2017/03/28

La soluzione dei problemi politici

Quando le cose vanno male c'è sempre qualcuno che l'aveva previsto e che ha la soluzione per rimediare: votare per X. X capisce ciò che gli altri non capiscono. X ci darà i beni che gli altri governanti hanno tenuto per sé o non sono stati capaci di darci. X punirà i cattivi e premierà i buoni. La soluzione è semplice, devi solo votare per X, fidarti di X, fare propaganda per X. X ti ricompenserà con il suo buon governo. X favorirà e difenderà i tuoi interessi. Viva X.

Blog di Bruno Cancellieri